Gazzetta dello Sport: “C’è Anguissa al centro del Napoli”

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Quattro mesi possono cambiare una stagione. E per il Napoli l’assenza di Frank Anguissa è stata una delle chiavi di lettura del campionato. Come racconta Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, il centrocampista camerunense è rimasto fuori a lungo e la sua mancanza ha costretto Conte a ripensare assetti e strategie della squadra.

Secondo Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, l’assenza di Anguissa ha inciso profondamente sugli equilibri del Napoli. In quei mesi gli azzurri hanno comunque ottenuto risultati importanti, come la vittoria della Supercoppa, ma hanno dovuto modificare il proprio sistema di gioco tornando alla difesa a tre e a una mediana diversa per sopperire alla mancanza di un giocatore unico per caratteristiche.

Anguissa rappresenta infatti un elemento difficilmente sostituibile. Come sottolinea Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, il camerunense non è solo un centrocampista di grande fisicità, ma anche uno dei leader dello spogliatoio azzurro. Con l’arrivo di Conte ha aggiunto al suo repertorio anche una maggiore incisività offensiva, diventando una presenza determinante pure nell’area avversaria.

Prima dell’infortunio il Napoli viaggiava a ritmi altissimi. Gli azzurri erano a soli due punti da Inter e Roma, allora capoliste del campionato. Nei mesi successivi il divario si è ampliato e tra le cause principali c’è stata proprio l’assenza di Anguissa. Il centrocampista si era fermato durante la pausa di novembre con la nazionale camerunense dopo la pesante sconfitta di Bologna.

La diagnosi iniziale fu severa: lesione di alto grado al bicipite femorale della coscia sinistra. Ma i problemi non finirono lì. Durante il recupero, infatti, Anguissa ha dovuto affrontare anche un fastidio alla schiena che ha ritardato ulteriormente il rientro in campo.

Il ritorno del camerunense è stato accolto come una liberazione dal pubblico del Maradona. Come racconta ancora Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, nella gara contro il Torino l’ovazione dello stadio è arrivata già durante il riscaldamento all’intervallo, quando Anguissa ha iniziato ad accelerare a bordo campo. Quando si è tolto la tuta per entrare, lo stadio è esploso in un applauso liberatorio.

Conte sa bene quanto il centrocampista sia determinante per la squadra. Con Anguissa in campo cambiano gli equilibri del Napoli e anche quelli degli avversari. Il camerunense si era fermato da miglior marcatore stagionale degli azzurri con quattro reti, tutte decisive per le vittorie della squadra.

Tra i gol più importanti ci sono quello nel recupero contro il Cagliari, la rete contro il Genoa e la cavalcata conclusa con il gol nel 3-1 contro l’Inter. L’ultimo centro prima dell’infortunio era arrivato proprio nella gara d’andata contro il Lecce, con una deviazione di testa su punizione di Neres.

Come evidenzia Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, il lavoro di Conte è stato fondamentale nella trasformazione del camerunense. L’allenatore lo ha spinto ad attaccare di più gli spazi e a diventare più incisivo in zona gol, aggiungendo una nuova dimensione al suo gioco.

Il Napoli ritrova così una delle pedine più importanti della stagione proprio mentre altri problemi continuano a colpire la rosa. L’infortunio di Vergara, fermato da una lesione alla fascia plantare, terrà fuori il giovane talento per almeno un mese e mezzo.

Ma il rientro di Anguissa coincide anche con il ritorno di altri protagonisti. De Bruyne è già rientrato nella gara contro il Torino e oggi tornerà tra i convocati anche McTominay dopo oltre un mese di stop. Il Napoli ritrova così tre dei cosiddetti “Fantastici 4” del centrocampo immaginato a inizio stagione.

Per Conte è finalmente un lusso poter guardare la panchina e trovare soluzioni di qualità per cambiare le partite. Dopo mesi di emergenza, il Napoli ritrova profondità e qualità nella rosa proprio nel momento decisivo della stagione.

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