Corriere dello Sport: “Napoli, Hojlund è ancora un rebus: appena 15 palloni toccati in area, Allegri aspetta il vero bomber”
Il Napoli aspetta ancora il vero Rasmus Hojlund. Due gol di grande qualità, realizzati contro Como e Inter, ma ancora troppo poco per un centravanti chiamato a trascinare l’attacco di Massimiliano Allegri. Due reti spettacolari, entrambe arrivate da fuori area, che peraltro non hanno portato punti agli azzurri.
Come evidenzia Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, il problema non riguarda tanto ciò che Hojlund ha sbagliato davanti alla porta, quanto la difficoltà ad arrivare con continuità nelle zone in cui un numero nove dovrebbe riuscire a fare la differenza.
Hojlund, il dato che preoccupa: appena 15 tocchi in area
I numeri fotografano il momento del danese: sei presenze complessive tra campionato e Champions League, 439 minuti giocati, due gol e nessun assist.
Ma soprattutto c’è una statistica che spicca sulle altre: appena 15 palloni toccati all’interno dell’area di rigore avversaria.
Troppo poco per un centravanti sul quale il Napoli ha investito 50 milioni di euro.
Anche la media di appena 0,8 tiri nello specchio della porta a partita conferma una produzione offensiva ancora distante da quella richiesta da Allegri.
Il tecnico deve inoltre amministrarne le energie. Hojlund è partito titolare in tutte le sei partite disputate, ma è sempre stato sostituito.
Come racconta Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, Allegri è consapevole che una parte delle responsabilità appartenga anche alla manovra collettiva. Se il Napoli non riesce a servire il proprio centravanti con palloni puliti e nelle zone giuste, trasformare le occasioni in gol diventa inevitabilmente più complicato.
Da Hojlund, però, Max pretende una maggiore «quantità realizzativa»: deve frequentare maggiormente il cuore dell’area e aumentare il numero delle conclusioni.
La profondità è la sua arma migliore
La qualità principale del danese resta la capacità di attaccare lo spazio alle spalle della difesa. In Serie A sono pochi i centravanti in grado di unire accelerazione e potenza fisica come Hojlund.
Quando trova campo davanti a sé può diventare devastante.
Le difficoltà aumentano quando il Napoli affronta avversari che difendono bassi e gli tolgono la profondità. È proprio in queste situazioni che il classe 2003 è chiamato a compiere un ulteriore salto di qualità.
Deve migliorare nel gioco con la squadra, legare maggiormente i reparti attraverso movimenti più corti e soprattutto riuscire a occupare con maggiore continuità l’area di rigore.
Più freschezza, ma servono i gol
Nella seconda parte della scorsa stagione Hojlund aveva praticamente giocato senza fermarsi. Da gennaio in avanti, tra un calendario particolarmente fitto e l’assenza di vere alternative nel ruolo di prima punta, aveva avuto pochissime possibilità di recuperare energie.
Oggi la situazione è differente.
La gestione dei minuti è più equilibrata, ma questa maggiore freschezza deve ancora trasformarsi in una maggiore incisività offensiva.
Secondo Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, uno dei nodi principali resta proprio l’intesa tra il centravanti e il resto della squadra.
Il Napoli deve imparare a servirlo con maggiore qualità e con i tempi corretti. Hojlund, dall’altra parte, è chiamato ad aggiungere malizia al proprio gioco: attaccare l’area con maggiore cattiveria, trovare lo smarcamento anche negli spazi stretti e farsi trovare pronto sui palloni decisivi.
Allegri aspetta il vero numero nove
Le reti contro Como e Inter rappresentano la dimostrazione più evidente delle qualità individuali del danese. Hojlund quelle due conclusioni se le è praticamente costruite da solo, confermando di possedere il talento necessario per inventare la giocata anche senza l’assistenza dei compagni.
Ora, però, serve qualcosa in più.
Come sottolinea Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, Allegri vuole vedere una continuità da autentico numero nove. Non soltanto gol spettacolari costruiti individualmente, ma presenza costante negli ultimi sedici metri, movimenti utili alla squadra e una maggiore frequenza nelle conclusioni.
Il Napoli ha investito 50 milioni e punta fortemente sul classe 2003. Due gol rappresentano un punto di partenza, ma i 15 tocchi complessivi in area raccontano quanto lavoro ci sia ancora da fare. Allegri aspetta il suo centravanti: il vero Hojlund deve ancora prendersi la scena.
