Repubblica: “Napoli, è già finita la luna di miele: Allegri alza la voce, tensioni nello spogliatoio”
La luna di miele tra Massimiliano Allegri e il Napoli sembra essere già arrivata al capolinea. Il pareggio contro la Fiorentina ha fatto emergere tensioni e problemi che ricordano situazioni già vissute in passato dal club azzurro. Stavolta è stato Max ad alzare la voce, prima davanti alle telecamere e successivamente, con maggiore durezza, all’interno dello spogliatoio del Franchi.
Come racconta Repubblica, il precedente più vicino porta ad Antonio Conte. Dieci mesi fa, dopo la sconfitta del 9 novembre a Bologna, il tecnico era arrivato sull’orlo delle dimissioni davanti a una squadra che sembrava non rispondere più alle sue sollecitazioni. Il suo durissimo «Non accompagno un morto» provocò poi una reazione.
Ancora prima era stato Rudi Garcia a scontrarsi con un gruppo reduce dal terzo scudetto e apparso appagato. Gli allenatori sono cambiati, mentre gran parte dei veterani è rimasta al proprio posto, senza avere più la stessa freschezza fisica e mentale delle stagioni migliori.
Allegri alza la voce: «Dov’è il veleno?»
Secondo l’analisi di Repubblica, proprio il mancato rinnovamento della rosa rappresenterebbe uno degli errori principali commessi dalla società. Per questo motivo anche una reazione ottenuta semplicemente alzando i toni potrebbe non essere sufficiente per cambiare completamente la situazione.
Al Franchi Allegri ci ha comunque provato.
Prima lo sfogo pubblico, poi quello più acceso nello spogliatoio: «Dov’è il veleno? Dobbiamo essere molto arrabbiati per il pari con la Fiorentina».
Il tecnico non avrebbe gradito soprattutto l’atteggiamento con cui la squadra ha accettato il pareggio. Il Napoli aveva bisogno dei tre punti per recuperare terreno in classifica e Allegri aveva avvertito tutti già prima della gara: «È una delle gare più importanti della stagione».
Il vantaggio firmato da Billy Gilmour sembrava aver messo la partita sui binari ideali, ma gli azzurri non sono riusciti a sfruttarlo. Errori e leggerezze hanno accompagnato la prestazione fino a un finale caratterizzato anche dalla fatica.
Dal metodo soft al pugno duro
Allegri aveva scelto inizialmente un approccio differente rispetto a quello adottato in precedenza da Conte. Il tecnico aveva alleggerito il lavoro fisico e l’atmosfera durante i ritiri estivi, puntando anche sulla gestione dei veterani e sulla costruzione di un rapporto basato sulla fiducia.
Max era convinto che questa impostazione avrebbe prodotto risultati e una risposta positiva da parte del gruppo.
Il campo, però, ha raccontato finora qualcosa di diverso.
Come sottolinea Repubblica, a Firenze Allegri ha quindi deciso di cambiare registro, abbandonando per la prima volta la linea morbida. Il senso del messaggio rivolto alla squadra è stato netto: «Così non va, voglio un atteggiamento diverso, altrimenti…».
Una presa di posizione che segna un passaggio importante nella gestione del gruppo.
Le tensioni e il silenzio di De Laurentiis
Il quadro si complica anche nel rapporto con la società. Allegri aveva accettato senza polemiche un mercato che non gli aveva consegnato ulteriori rinforzi e si aspettava probabilmente maggiore sostegno nella gestione di questa prima fase complicata.
Aurelio De Laurentiis, invece, finora non si è fatto vedere al Maradona, lasciando al tecnico il compito di affrontare l’emergenza e le tensioni interne alla squadra.
Nel frattempo a Castel Volturno si sarebbero verificati anche un paio di litigi tra giocatori. Uno ha portato a una punizione definita blanda nei confronti di Noa Lang, mentre l’altro non avrebbe prodotto provvedimenti.
Il caso De Bruyne e il sacrificio di Vergara
C’è infine la gestione di Kevin De Bruyne. Il belga è rimasto in campo per tutti i novanta minuti contro la Fiorentina nonostante una prestazione poco incisiva.
La scelta alimenta ulteriori interrogativi. Conte aveva bocciato De Bruyne, mentre il nuovo corso ha deciso di riportarlo al centro del progetto tecnico.
Secondo Repubblica, il tentativo di rilanciare KDB starebbe avendo anche una conseguenza su Vergara, che dopo essere entrato nel giro della Nazionale trova meno spazio.
Per Allegri si apre così un’altra questione delicata da gestire durante la sosta. Il tecnico aveva cominciato la propria avventura puntando sul dialogo, sulla fiducia e su un’atmosfera più leggera. Dopo il pareggio di Firenze, però, il tono è cambiato.
Tra risultati inferiori alle aspettative, tensioni interne, gestione dei veterani e interrogativi sulle scelte societarie, il Napoli entra nella pausa con parecchi problemi da affrontare. La prima fase del nuovo corso è già terminata: adesso Allegri chiede una risposta concreta alla squadra.
