Gazzetta dello Sport: “La moviola di Juventus-Napoli: Bremer-Hojlund da rigore”
La partita tra Juventus e Napoli continua a far discutere anche alla moviola. Secondo l’analisi della Gazzetta dello Sport, la direzione di gara di Mariani è stata complessa e segnata da diversi episodi spinosi, soprattutto nel primo tempo, quando il match era ancora pienamente in equilibrio.
Check sul gol di David (23’).
Il vantaggio della Juventus è regolare. La moviola della Gazzetta dello Sport conferma che sul gol di David non ci sono irregolarità: controllati sia un possibile fuorigioco sia un presunto fallo di Thuram su Di Lorenzo, ma «è tutto regolare». Nessuna infrazione rilevata, dunque, nell’azione che ha sbloccato la gara allo Stadium.
Il nodo del 39’: Bremer-Hojlund e Kalulu-Vergara.
Le maggiori perplessità arrivano al minuto 39, quando in area bianconera si verificano due contatti quasi simultanei: Bremer-Hojlund e Kalulu-Vergara. Il focus principale, secondo la Gazzetta dello Sport, è sul primo episodio. La trattenuta di Bremer viene definita «una cravatta piuttosto evidente» ai danni dell’attaccante danese, un contatto che «poteva essere punito con il calcio di rigore». In questo caso, sottolinea la Gazzetta dello Sport, il Var Doveri avrebbe potuto richiamare Mariani alla revisione al monitor.
Le altre proteste.
Al 46’ proteste della Juventus: David cade in area dopo un contatto alto con Vergara, giudicato però molto leggero. Subito dopo, Meret finisce addosso all’attaccante bianconero, ma si tratta di una normale dinamica di gioco e non di un fallo punibile. Nella ripresa, al 55’, è il Napoli a reclamare per un presunto fallo di mano di Bremer: anche in questo caso, per la Gazzetta dello Sport, il tocco non è punibile.
Il giudizio sull’arbitro.
La valutazione complessiva della Gazzetta dello Sport assegna a Mariani una sufficienza (6), riconoscendo la difficoltà della gara ma evidenziando l’errore principale: «Sul contatto Bremer-Hojlund ci voleva almeno la revisione». Sufficienza anche per gli assistenti Tegoni e Berti, chiamati a collaborare in una partita tutt’altro che semplice.
