Spezia, Gotti: “A Napoli non si gioca a mente libera. Un recupero in attacco”
L’allenatore dello Spezia Gotti dice che a Napoli non si gioca a mente libera ed effettua un recupero in attacco.
Luca Gotti , allenatore dello Spezia , è stato protagonista della conferenza stampa di presentazione della partita con il Napoli . L’introduzione è legata all’addio di Pecini al club ligure: “ Sono dispiaciuto, molto, per quanto successo. Per me è stato un fulmine a ciel sereno, non avevo segnali che potesse succedere e che ci fossero frizioni. Infortunati? Non abbiamo migliorato molto. Oggi si allenerà Strelec per la prima volta dopo una settimana di febbre. Confido di portarlo a Napoli . Per gli altri ci sono progressi individuali per i tempi di recupero, che però sono più ampi rispetto all’immediato”.
Si punterà sull’agonismo? “ Qualcosa lo cambieremo, perché il Napoli ce lo impone. È una delle poche squadre che riesce ad associare possesso palla e muovere palla nello stretto, fino a crearsi presupposti per l’attacco alla profondità con attaccanti veloci, cosa che noi abbiamo pagato nell’ultima partita. Dovremo stare attenti, concedere il meno possibile e qualcosa dovremo cambiare”.
Sugli azzurri confida: “ A Napoli non si può giocare a mente libera. Può consentire ai calciatori di esprimere un pizzico di qualità in più, quindi bisognerebbe crearla in tutte le situazioni, anche quelle più difficili. Ma ogni partita è importante, va giocata, il calcio regala eventi inaspettati come successo negli ultimi due anni. Per i punti, con il calendario che si presenta così complicato, probabilmente sono congrui. All’allenatore rimane sempre un pizzico di amaro in bocca e avremmo potuto avere una classifica migliore, ma quanto fatto è fatto. Lo sguardo è in avanti”.
Infine chiude con una risposta sulla partita del Napoli con il Liverpool : “Se oggi affrontassimo la trentottesima di campionato, quindi uno spot singolo, lo faremo come crediamo sia meglio in quei novanta minuti. Siamo alla sesta partita, dobbiamo darci identità e per quello non ero contento a Milano, perché non si era fatto il passo in avanti sull’identità. Il percorso porta benefici e ti fa anche perdere punti, mi piacerebbe pensare che cercando la saggezza della gestione del campo, comunque vorremo fare un piccolo passo di miglioramento”.
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