Napoli, un gioiellino sconosciuto: Santa Maria della purità dei notai.
Arte Napoletana Santa Maria della purità dei notai
Via Salvator Rosa conserva, nel tradizionale folclore cittadino, numerose tracce di preesistenze antiche. Nel tratto più vicino al Vomero, al civico 194, vi troviamo un gioiellino di architettura sacra, quasi ignorato, una chiesetta incorporata nell’antico fabbricato situato all’angolo con Battistello Caracciolo che ospita la scuola Michelangelo Schipa.
La storia di Santa Maria della purità dei notai
Il fabbricato risale al 1639, quando il notaio Aniello Capestrice “assegnò la sua eredità perché fosse fatto un ritiro per sette figliuole di notari napolitani da eleggersi a sorte, ed egli medesimo ne dettò le regole”. La chiesa, dedicata a santa Maria della Purità, originariamente era più piccola di quella attuale ed era una cappella privata, fondata fra fine Seicento e inizio del Settecento. Fu donata nel 1739 da Tommaso Porzio al ritiro sopra ricordato, e per questo motivo viene indicata come Santa Maria della Purità “de’ notari”.
Nel 1875 il tratto di strada antistante la chiesa fu abbassato. Si rese necessario rimaneggiare radicalmente il tempietto, che fu inaugurato nella nuova veste nel 1878. Alle due campate esistenti di stile settecentesco fu aggiunta una terza, l’attuale campata anteriore. Quella centrale è coperta da una cupoletta. La chiesa è a pianta rettangolare, con accenno di transetto. L’esterno, essendo il tempio inserito nel fabbricato, si limita alla sola facciata, spiccata su una bassa gradinata protetta da una cancellata, tipica architettura del periodo tardo ottocentesco del rifacimento. L’interno, sebbene piccolo, contiene tre ballatoi: uno, sopra l’ingresso, costituisce la cantoria; gli altri due, situati sulla parete destra a mo’ di balconi, chiusi da grate, ospitavano delle suore durante la celebrazione delle funzioni religiose. Le tre campate, di epoche diverse, furono decorate omogeneamente nel corso della ristrutturazione di fine Ottocento. Sull’altare maggiore, in stile roccocò, si trova una tela della Vergine della Purità, patrona dei Conservatori, con santi. In due altarini laterali troviamo le statue di san Vincenzo Ferrer e del Cuore di Gesù.
Tre tele poi raffigurano san Michele, sant’Andrea e l’Adorazione dei Magi. Ai lati dell’ingresso sono collocati un Crocifisso e un “Ecce Homo”.
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