Il Mattino: “Napoli, il vivaio non è un’utopia: talenti ci sono, ora serve il centro sportivo”

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NAPOLI – Non si vive di soli Vergara, ma il Napoli lavora da anni per scoprirli prima e valorizzarli meglio. Il bilancio recente del settore giovanile racconta una realtà spesso sottovalutata: da Insigne ad Antonio, passando per Luperto, Gaetano, Ambrosino, Zanoli, Zerbin e Contini, il vivaio azzurro ha prodotto calciatori capaci di giocare con continuità tra Serie A e Serie B. Numeri e percorsi che, come sottolinea Il Mattino di Napoli, confermano come l’obiettivo di una cantera non sia creare stelle immediate, ma giocatori affidabili nel tempo.

Eppure, il settore giovanile del Napoli resta spesso sotto osservazione critica. Una percezione legata alla tendenza, tipicamente italiana, di attendere troppo prima di concedere spazio ai giovani. Nonostante ciò, il club azzurro resta tra quelli che hanno maggiormente “sfruttato” i calciatori cresciuti in casa negli ultimi anni, come evidenzia ancora Il Mattino di Napoli, sfatando il luogo comune di un vivaio sterile.

Il talento, in realtà, non manca. Le giovanili sono state arricchite da numerosi innesti nelle ultime due stagioni, anche grazie all’arrivo di Manna, la cui esperienza alla Juventus Next Gen ha lasciato un’impronta chiara. Con lui è nata una rete di osservatori pronta a scandagliare il mercato nazionale e internazionale. Da qui gli arrivi di profili come gli argentini Baridò e Pereyra, quest’ultimo classe 2008 del Boca Juniors, operazioni che rappresentano solo la punta dell’iceberg di un progetto Primavera in piena evoluzione, come racconta Il Mattino di Napoli.

Da quando Manna è a Napoli sono arrivati anche calciatori come Genovese, Smeraldi, Gorica e Lo Scalzo, una decina di elementi inseriti con investimenti contenuti ma con prospettive di crescita importanti. Alcuni, come Prisco e il capitano della Primavera De Chiara, hanno vissuto una stagione a stretto contatto con Conte, partecipando anche alla Supercoppa di dicembre a Riad e trovando spazio tra i convocati, spesso anche per via delle emergenze. Il talento è diffuso: sotto i riflettori c’è il 2009 Mohamed Seick Mané, gioiello dell’Under 17, ma anche Buondonno in Under 15 e Tambaro in Under 14, profili segnalati come promettenti da Il Mattino di Napoli.

Resta però un nodo cruciale da sciogliere: quello delle strutture. Per coltivare davvero il futuro servirà risolvere quanto prima la questione del centro sportivo. I recenti sopralluoghi nell’area di San Giovanni non sono casuali, così come resta sul tavolo l’ipotesi Succivo, al momento la più concreta ma non immediata. Il gentleman agreement per Castel Volturno non durerà all’infinito e il centenario del club potrebbe segnare uno spartiacque decisivo. Aurelio De Laurentiis è pronto al colpo di scena per regalare al Napoli una casa unica, capace di riunire le giovanili oggi divise tra Cercola, Campi Kennedy e Castel Volturno. Perché il talento, a Napoli, non manca. Le strutture sì. E quelle, conclude Il Mattino di Napoli, valgono forse quanto uno scudetto. O anche di più.

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