Gazzetta dello Sport: “Napoli, Favasuli porta la scossa ma la strada è ancora lunga”

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Una vittoria che vale come una boccata d’ossigeno, ma che non basta ancora per dichiarare conclusa la crisi. Il Napoli supera il Bologna grazie al gol di Lobotka e ritrova i tre punti dopo tre sconfitte consecutive. A cambiare la partita è soprattutto Costantino Favasuli, all’esordio in Serie A dopo la stagione con il Catanzaro e il recente debutto in Champions League contro l’Arsenal.

Come racconta G.B. Olivero sulla Gazzetta dello Sport, nella complicata “traversata nel deserto” degli azzurri il giovane esterno rappresenta quella borraccia d’acqua fresca capace almeno di restituire energia e fiducia. Entrato al posto di Politano, Favasuli scuote una squadra fino a quel momento poco brillante e confeziona l’assist decisivo per Lobotka.

Al Napoli basta questo per piegare un Bologna che, dall’altra parte, mostra enormi difficoltà nel proporre gioco e nell’alzare il livello dell’aggressività. Non è ancora il momento di parlare di “corto muso” allegriano: in questa fase bisogna soprattutto raccogliere quello che la squadra riesce a produrre e provare a trasformarlo in punti.

Napoli, l’identità è ancora da costruire

La vittoria non nasconde però i problemi. G.B. Olivero sulla Gazzetta dello Sport evidenzia soprattutto una questione: non è ancora chiara la strada che voglia percorrere il nuovo Napoli. Le squadre costruite da Spalletti e Conte possedevano un’identità ben riconoscibile, mentre Allegri ha bisogno di tempo per modellare il gruppo secondo le proprie idee.

Gli infortuni certamente non facilitano il lavoro dell’allenatore, ma la produzione offensiva resta limitata soprattutto nelle partite in cui sono gli azzurri a dover comandare il gioco. Oltre al gol, favorito anche da una disattenzione rossoblù, il Napoli costruisce alcune situazioni con Hojlund e De Bruyne e un’altra occasione per il centravanti nella ripresa. Troppo poco rispetto alle potenzialità della squadra.

Problemi ancora più evidenti per il Bologna. La formazione rossoblù sembra aver smarrito aggressività, verticalità e vocazione offensiva. Il bilancio di un punto nelle prime quattro giornate fotografa le difficoltà di Tedesco nel trovare la soluzione migliore per la propria squadra.

Allegri parte con il 4-2-3-1

Sul piano tattico, G.B. Olivero sulla Gazzetta dello Sport analizza il piano studiato da Allegri per provare ad aprire la difesa avversaria. Il Napoli parte dal 4-2-3-1, ma in fase di possesso cerca di portare stabilmente cinque uomini sulla trequarti.

Spinazzola avanza sulla corsia sinistra e permette a Vergara di accentrarsi, mentre dall’altra parte Politano mantiene maggiormente l’ampiezza. In questo modo De Bruyne può avvicinarsi a Hojlund, mentre Di Lorenzo deve scegliere il momento giusto per accompagnare l’azione con i suoi inserimenti.

Senza palla, invece, gli azzurri si dispongono con un più tradizionale 4-4-1-1, prestando particolare attenzione a Bernardeschi, considerato l’uomo del Bologna maggiormente in grado di creare gioco.

Tedesco, costretto a seguire la gara dalla tribuna per squalifica, sceglie Pessina al posto di Skorupski dopo il ritardo del portiere polacco alla riunione tecnica del mattino. Amondarain viene schierato sulla trequarti con compiti soprattutto difensivi, mentre Ferguson e Pobega rimangono più bassi. Davanti, le ripartenze cercano Piccoli e Cambiaghi, ma senza produrre risultati significativi.

Primo tempo bloccato, poi cambia Favasuli

La prima frazione è lenta e frammentata, con ben 15 falli. Le occasioni arrivano più attraverso episodi isolati che grazie a manovre realmente organizzate: De Bruyne non trova la porta con una conclusione dal limite, Hojlund manda fuori di testa approfittando di un’uscita sbagliata di Pessina, mentre Theate trova la rete sugli sviluppi di una punizione di Ferguson ma in posizione di fuorigioco.

Nella ripresa Allegri interviene immediatamente sugli esterni. Escono Politano e Vergara, entrano Favasuli e Lang. Il Napoli guadagna velocità e intraprendenza, mentre il Bologna arretra ulteriormente.

Ed è proprio Favasuli a costruire l’episodio decisivo. Come sottolinea ancora G.B. Olivero sulla Gazzetta dello Sport, De Bruyne innesca il giovane sulla fascia e il suo cross viene trasformato da Lobotka con una volée di piatto destro.

Il gol premia soprattutto la maggiore volontà del Napoli e permette ad Allegri di interrompere la serie di tre sconfitte. I problemi non sono improvvisamente scomparsi e l’identità della squadra resta da costruire, ma intanto sono tornati i tre punti. La traversata nel deserto continua, ma Favasuli ha regalato agli azzurri la prima, preziosa boccata d’ossigeno.