Corriere dello Sport: “Napoli, Allegri chiama tutti: nove partite in 27 giorni, serviranno le rotazioni”

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La vittoria contro il Bologna allontana qualche pensiero negativo e, soprattutto, restituisce a Massimiliano Allegri una certezza: per affrontare la stagione servirà l’intera rosa. Il tecnico lo aveva sottolineato alla vigilia e lo ha ribadito dopo il primo successo stagionale del Napoli al Maradona, arrivato anche grazie all’impatto dei giocatori entrati dalla panchina.

Come racconta Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, il simbolo è Costantino Favasuli, protagonista della ripresa e decisivo nell’azione del gol di Lobotka. Allegri, però, allarga i meriti: «Sono contento per lui come per gli altri. Anche Politano e Vergara avevano fatto bene, poi sono entrati giocatori freschi che ci hanno dato una grossa mano».

Il messaggio guarda già al futuro. Dopo la trasferta di Firenze e la sosta, il Napoli entrerà in un periodo particolarmente intenso con nove partite nell’arco di 27 giorni. «Dobbiamo sistemare il campionato e fare punti in Champions», ha spiegato Allegri.

Allegri aspetta Anguissa e McTominay

Le rotazioni non saranno soltanto una necessità numerica. Allegri dovrà trovare equilibrio, distribuire le energie e sfruttare le caratteristiche di tutti gli uomini a disposizione. Nel frattempo attende soprattutto i recuperi di Anguissa e McTominay: «Quando avremo tutti sarà più facile anche a livello tecnico».

Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport sottolinea come anche il doppio play visto nelle ultime partite nasca dalla necessità di adattarsi alle caratteristiche della rosa attualmente disponibile. Allegri non considera infatti questa soluzione un principio irrinunciabile: «Ci adeguiamo ai giocatori a disposizione».

Uno degli interpreti ideali resta Lobotka. «È molto sveglio», ha spiegato Max riferendosi al centrocampista slovacco, autore del gol decisivo contro il Bologna. Lui e Favasuli sono stati i protagonisti meno attesi della vittoria: «Il calcio è bello per questo».

Allegri si arrabbia per il finale

I tre punti non cancellano però gli aspetti da correggere. Allegri non ha gradito soprattutto la gestione di un contropiede nel finale, quando Lucca avrebbe potuto chiudere definitivamente la partita.

«Doveva tagliare al centro, mi sono arrabbiato. Sono cose che vanno migliorate. Bastava avere un po’ più di lucidità», ha spiegato l’allenatore. Per Max il Napoli ha meritato il successo, ma avrebbe potuto evitare di tenere aperta la partita fino agli ultimi minuti: «Con rabbia, tecnica e voglia l’abbiamo portata a casa».

Nel successo c’è anche il contributo di Kevin De Bruyne. Come evidenzia Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, Allegri vede il belga in progressiva crescita: «Sta giocando, è in crescita». Nel primo tempo, però, il tecnico avrebbe voluto maggiore mobilità: «Gli chiedevo di muoversi di più. Lui ci dà la superiorità numerica e quando ci riesce per tutti noi è più facile».

Favasuli, il “cavallo giovane” di Max

La copertina resta inevitabilmente per Favasuli. Allegri è rimasto impressionato dall’impatto del giovane: «Ha un’energia pazzesca, ha entusiasmo, c’è bisogno di giocatori così. Può dare una mano come esterno alto, ma penso che in futuro dovrà giocare da terzino destro».

Un “cavallo giovane” capace di bruciare rapidamente le tappe, ma Allegri non dimentica gli altri. Politano e Vergara hanno ricevuto l’approvazione del tecnico, mentre da Lang pretende qualcosa in più: «Deve essere più decisivo. Deve migliorare di testa, non dal punto di vista tecnico».

Come riporta ancora Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, Allegri vuole inoltre una squadra capace di restare mentalmente dentro la partita fino all’ultimo secondo: «Su questo dobbiamo migliorare, nel finale di primo tempo avevamo staccato la spina, ci vuole determinazione. Magari con Inter e Como sarebbe andata diversamente se avessimo avuto questo atteggiamento fino all’ultimo minuto».

Il primo passo è stato compiuto con la vittoria sul Bologna. Adesso arriva Firenze, poi la sosta e infine un ciclo di nove partite in 27 giorni. È lì che il principio ribadito da Allegri diventerà fondamentale: al Napoli serviranno davvero tutti.