Gazzetta dello Sport: “I due misteri azzurri”

Napoli, il report dell'allenamento: rientra Anguissa, personalizzato per Meret e Olivera

NAPOLI – Chi li ha visti? La domanda, tra ironia e scaramanzia, accompagna ormai da mesi la stagione azzurra. Come scrive Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, Kevin De Bruyne è sparito dai radar il 25 ottobre 2025: rigore segnato all’Inter, poi la zoppia e l’inizio del calvario.

Sono passati 112 giorni, 25 partite senza il suo talento. Un’assenza che pesa nei numeri – 11 presenze, 4 gol e 2 assist prima dello stop – ma soprattutto nell’economia del gioco. L’operazione del 29 ottobre per la lesione di alto grado al bicipite femorale destro ha aperto una lunga parentesi. Ora però, come riporta ancora Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, il rientro si avvicina: Rudi Garcia, ct del Belgio, ha spiegato che «Kevin sta lavorando individualmente e speriamo rientri a marzo: ma c’è una differenza tra essere guariti ed essere in forma».

Il piano prevede il ritorno a Castel Volturno tra due settimane per avviare la riatletizzazione. Poi tabelle personalizzate e un secondo debutto napoletano che dovrà servire anche da trampolino verso il Mondiale americano.

Anguissa, sfortuna e prudenza

Non va meglio sul fronte Frank Anguissa. Come sottolinea Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, il camerunese si è fermato il 12 novembre, dopo Bologna, durante il ritiro con la nazionale. Per lui 97 giorni di stop, 21 partite viste da casa, 15 presenze stagionali con 4 gol e 2 assist prima dello stop.

Il problema al bicipite femorale destro non ha richiesto intervento, ma quando il rientro sembrava imminente – il 17 gennaio contro il Sassuolo – un nuovo fastidio, stavolta alla schiena, ha complicato tutto. Da quel pomeriggio al Dall’Ara è iniziata un’altra attesa.

A Castel Volturno regna la prudenza. Nessuna forzatura, nessun annuncio affrettato. Però un filo di ottimismo filtra: anche Anguissa punta a marzo come possibile mese del ritorno.

Un’assenza che ha cambiato il Napoli

De Bruyne e Anguissa non sono soltanto due titolari. Sono l’asse portante del centrocampo: tecnica pura e atletismo dominante. La loro assenza ha tolto gol, equilibrio e leadership. Il Napoli ha dovuto reinventarsi, adattarsi, sopravvivere.

Il peggio sembra alle spalle, ma – come suggerisce ironicamente Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport – meglio non dirlo troppo in giro. Dopo quattro mesi di sfortuna, un pizzico di cautela resta obbligatorio.

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