Gazzetta dello Sport: “Colpo Napoli. Rabbia Genoa”
Il Napoli resta agganciato al treno di testa e consolida il terzo posto a sei lunghezze dall’Inter capolista. A Marassi, contro il Genoa, la squadra di Antonio Conte strappa tre punti pesantissimi allo scadere, al termine di una partita tumultuosa, nervosa, giocata in un clima quasi oceanico tra pioggia battente, vento e freddo. Lo racconta Sebastiano Vernazza sulle colonne della Gazzetta dello Sport, descrivendo una sfida “agitata come un mare in tempesta”.
Il finale è segnato dal rigore che decide il 3-2 per gli azzurri, assegnato dopo intervento del VAR per un contatto Cornet-Vergara: uno “step on foot” leggero ma ormai codificato dal regolamento. Protesta Daniele De Rossi, ma – sottolinea ancora Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta dello Sport – discutere sull’intensità del contatto serve solo ad alimentare dibattiti televisivi: davanti alle immagini, l’arbitro non può che attenersi al protocollo.
Avvio shock e rimonta azzurra
La partita si apre nel modo peggiore per il Napoli. Su un rilancio di Meret, una respinta di Ellertsson genera un contrattacco fulmineo del Genoa: Buongiorno sbaglia l’intervento, Vitinha si avventa sul pallone e viene steso dal portiere. Dal dischetto Malinovskyi firma l’1-0 dopo pochi secondi. Napoli frastornato, ma non domo.
A trascinarlo è Scott McTominay, autentico leader tecnico e fisico. Come evidenzia Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta dello Sport, il Genoa non ha uomini in grado di arginarne la potenza: Malinovskyi non è un interditore puro e soffre la fisicità dello scozzese. Su una splendida giocata di Elmas nasce l’1-1 di Hojlund, poi è lo stesso McTominay a prendersi la scena con una conclusione violenta dalla distanza per il 2-1.
Infortuni, sofferenza e nuova parità
Il dato impressionante è che McTominay segna e domina pur essendo infortunato: prima un problema alla caviglia, poi un risentimento muscolare. Conte lo tiene in campo fino all’intervallo, consapevole che togliere lo scozzese significhi togliere l’anima al Napoli. Scelta obbligata, in una squadra falcidiata dagli infortuni, come rimarca ancora Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta dello Sport.
Nella ripresa, senza McTominay, il Napoli arretra. Il Genoa cresce e trova il 2-2 con Colombo, bravo ad approfittare di un nuovo errore di Buongiorno. La partita resta in equilibrio fino all’espulsione di Juan Jesus per doppia ammonizione. A quel punto De Rossi prova a vincerla, sbilanciandosi.
L’episodio decisivo e il sigillo di Hojlund
All’89’ l’ingresso di Cornet, pensato per dare forza offensiva, si rivela fatale. L’ala rossoblù cade nella trappola di Vergara e commette il fallo decisivo. Massa viene richiamato al VAR e concede il rigore. Dal dischetto Hojlund non è impeccabile, ma segna il 3-2 che vale l’intera posta.
Il Napoli vince, soffre, resiste. Perde forse McTominay, ma conferma una certezza: la squadra di Conte non si spezza mai. Come conclude Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta dello Sport, Conte ha instillato nei suoi giocatori i valori della resistenza e della sofferenza. E scalzare questo Napoli, anche ferito, sarà durissimo.
