D’Agostino: «Vergara? Se il Napoli fosse stato al completo non avrebbe giocato neanche a nascondino»

Gaetano D'Agostino

Gaetano D'Agostino

Gaetano D’Agostino, ex centrocampista e allenatore, è intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio soffermandosi sulla polemica sollevata da Antonio Conte in merito al calendario e, più in generale, sulla cultura delle lamentele nel calcio italiano.

«Noi ci lamentiamo sempre a fatto compiuto, ma le soluzioni devono trovarle gli allenatori. Prendono otto milioni di euro l’anno e non parlo solo di Conte», ha spiegato D’Agostino. «Ci lamentiamo sempre perché c’è una criticità di fondo in Italia. In Inghilterra giocano da quindici anni 180 partite a stagione, vanno a 200 all’ora e guarda caso vincono sempre loro».

Secondo l’ex centrocampista, il problema è culturale prima ancora che strutturale: «Stiamo sempre parlando di gente che esprime concetti senza costruire nulla, sempre lamentandosi. Noi siamo il popolo delle lamentele».

D’Agostino ha poi allargato il discorso al tema dei giovani e del minutaggio: «I giovani devono giocare di più, poi arrivano tra i grandi e si dice che si gioca troppo. È un cane che si morde la coda».

La soluzione, secondo lui, passa dal coraggio: «Fai esordire i giocatori della Primavera in Coppa Italia. Chivu ha fatto riposare i due quinti e ha fatto esprimere due giovani. Se a qualcuno fa male l’adduttore, metti il giovane».

Infine un riferimento diretto ad Antonio Vergara, esploso nelle ultime settimane: «Vergara ora è esploso, ma se la squadra fosse stata al completo, a Napoli non lo avrebbero fatto giocare neanche a nascondino».

Un’analisi netta, senza sconti, che riaccende il dibattito sul sistema calcio italiano e sul rapporto tra emergenze, gestione delle rose e valorizzazione dei giovani.

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