Verso Genoa-Napoli, De Rossi elogia Conte: «Un fuoriclasse assoluto»
Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, ha parlato in conferenza stampa dal centro sportivo “Gianluca Signorini” di Pegli, facendo il punto dopo la chiusura del mercato e in vista della sfida contro il Napoli.
Il tecnico ha espresso soddisfazione per quanto costruito nelle ultime settimane. «Sono soddisfatto, l’ho detto oggi ai ragazzi. Sono contento al di là del fatto di non aver perso nessuno dei big, anche se non mi piace chiamarli così, e di aver preso giocatori di qualità e con le caratteristiche che avevo richiesto. I primi due o tre giorni dopo il mercato non ti dicono quanti punti farai, ma ti dicono che atmosfera vivrai. Abbiamo avuto due giorni di lavoro intensi, con l’entusiasmo giusto e un gruppo ben amalgamato».
De Rossi ha sottolineato l’importanza dell’ambiente e delle strutture. «Mi è proprio piaciuto lavorare con loro e sui campi nuovi, che non guasta perché sono perfetti. Questo aiuta: la palla scorre meglio e viene controllata meglio. Ho visto un’atmosfera che mi è piaciuta molto e di questo abbiamo bisogno, di creare una famiglia».
Tra i nuovi, uno dei nomi più interessanti è Amorim. «Ha messo in mostra le sue qualità. Più lo vedo e più può giocare da mezzala, non solo da mediano. Conosce le giocate, ha i tempi di gioco di un calciatore importante. Dobbiamo solo allenarlo e capire quanto tempo servirà per entrare nei tatticismi del calcio italiano. Ha talento e personalità».
Sul tema Norton-Cuffy, rimasto nonostante le voci di mercato, De Rossi è stato chiaro. «Li ho visti tutti molto concentrati. Chi è andato via mi ha detto che voleva andare via, anche in caso di cessioni non pianificate come quella di Thorsby. Un giocatore come Norton-Cuffy va ascoltato: anche se rientrava nei nostri piani, se c’è l’offerta giusta va accontentato. Io l’ho sempre visto concentrato e dentro questa squadra».
Il tecnico ha poi evidenziato il valore del gruppo allargato. «La differenza durante il mercato non la fa chi gioca 90 minuti, ma la fanno Leali, Sabelli o Nuredini che tengono il livello dell’allenamento molto alto. Anche Ekathor, che ha avuto tanti rumors intorno a lui: gestirli per un 2006 è più complicato, ma non ha mai smesso di dare tutto. Anche Onana, dopo un paio di giorni di scombussolamento, è tornato con il suo sorriso e la sua forza. Sono contento del materiale che ho».
Ampio spazio è stato dedicato al Napoli. «Quando ha tutti gli effettivi a disposizione, penso sia la prima o la seconda squadra del campionato, guidata dall’allenatore più vincente degli ultimi anni in Italia. Hanno avuto il dispiacere dell’eliminazione dalla Champions, ma si sono risollevati. Se pensiamo di trovare una squadra abbattuta, troveremo il peggior allenatore del mondo, perché lui le riaccende in un secondo, sa motivare e trova le parole giuste».
De Rossi avverte sui pericoli della sfida. «Non penso di trovare un Napoli spento. Hanno delle assenze che magari incidono sull’ampiezza della rosa, ma se guardiamo l’undici hanno una formazione incredibile. Sarà una partita difficile, anche fisica, perché sanno giocare a calcio in maniera molto energica».
Massima attenzione anche ai singoli. «Non dobbiamo farci cogliere di sorpresa da un inserimento di McTominay, da una palla in profondità per Hojlund o da una serpentina di Spinazzola. Dobbiamo essere pronti, sapendo che sono più forti di noi, ma anche che dentro il nostro fortino tutto può succedere. Serviranno grande energia, grande ambizione, grande voglia, ma anche grande attenzione alle qualità individuali».
Un passaggio importante è stato dedicato ad Antonio Conte. «Conte dà le cose più importanti che un calciatore può avere: il coraggio e la conoscenza. Non c’è stata una volta in cui non ci abbia spiegato una scalata, per esempio. Una volta dissi che era difficile essere allenato da Conte, ma molto bello. È tosto, ma ti tratta da giocatore forte. Ti dà anche una grande condizione fisica. È un allenatore completo, un campione, un fuoriclasse. Ha vinto in Italia e all’estero. Se fossi un presidente di Serie A, il primo nome che avrei in testa sarebbe il suo».
Infine, il valore delle ultime vittorie casalinghe. «I risultati aiutano ad approcciare la prossima partita. A volte fuori casa abbiamo fatto prestazioni migliori di alcune vittorie in casa. I primi 60 minuti di Roma sono stati migliori dei primi 60 minuti col Bologna, e Cagliari-Genoa mi è piaciuta più di Genoa-Cagliari».
E conclude: «Le vittorie in casa sono un’esplosione di gioia al fischio finale contro il Bologna e ce le portiamo dietro. È bello rivedere quelle giornate perché abbiamo bisogno di sentirci a casa e, da questo punto di vista, non possiamo dire di non esserci sentiti».
