Corriere dello Sport: “Napoli, la grande illusione”

e7fffe1557

La squadra campione d’Italia è l’unica italiana a salutare anzitempo la Champions League. Il Napoli esce di scena con la quarta sconfitta di una prima fase carica di rimpianti, pagando soprattutto i pareggi contro Eintracht e Copenaghen, rivelatisi decisivi. Come racconta Fabio Mandarini, inviato a Napoli per il Corriere dello Sport, gli azzurri hanno però vissuto una notte dai due volti contro il Chelsea, dominato per un tempo e capace di ribaltare la gara nella ripresa.

Il Napoli aveva chiuso i primi 45 minuti avanti nel punteggio e virtualmente qualificato, salvo poi arrendersi alla fatica e all’assenza di alternative. Dopo 416 giorni e 25 partite, cade anche l’imbattibilità interna: l’ultima sconfitta al Maradona risaliva all’8 dicembre 2024 contro la Lazio. Il 3-2 finale per i Blues, sottolinea ancora il Corriere dello Sport a firma Fabio Mandarini, nasce dai cambi di Rosenior, che ha pescato energia e talento da una panchina extralusso.

Determinante Cole Palmer, ispiratore dei due gol decisivi di João Pedro. Il Chelsea vola agli ottavi tra le “magnifiche otto”, mentre al Napoli resta il rammarico di aver affrontato la gara con undici assenti, di cui sette titolari. Conte aveva a disposizione soltanto Beukema, Gutierrez e Lukaku, oltre a Contini e tre ragazzi della Primavera. Ipotesi e rimpianti, però, non cambiano la storia: la notte del Maradona è inglese, come evidenzia il Corriere dello Sport di Fabio Mandarini.

Resta però uno splendido primo tempo e la nascita di una stella da palcoscenico europeo: Antonio Vergara, 23 anni, napoletano di Frattaminore, autore di un gol da cinema che difficilmente verrà dimenticato.

Lo show del primo tempo è tutto azzurro. Il Napoli reagisce al rigore trasformato da Enzo al 19’, nato da un fallo di mano di Juan Jesus, con una prestazione dominante. Pressing altissimo, uomo contro uomo in costruzione e aggressività costante mandano in tilt il Chelsea, fragile sulle fasce e in mezzo al campo. McTominay e Lobotka sovrastano Caicedo e Andrey Santos, mentre gli errori difensivi dei Blues aprono spazi continui.

Caicedo e Fofana sono protagonisti in negativo su entrambi i gol azzurri, firmati da Vergara al 33’ e Højlund al 43’. Il talento azzurro incanta: ruleta su Fofana e sinistro affilato, ma anche grande lavoro in entrambe le fasi. Un primo tempo di dominio, raccontato nel dettaglio dal Corriere dello Sport di Fabio Mandarini.

Nella ripresa emerge però il limite strutturale del Napoli: la fatica. Con uomini contati, mantenere quell’intensità diventa impossibile. Rosenior cambia volto alla squadra inserendo Palmer, Gittens, Garnacho e Chalobah, mentre Conte può soltanto sostituire Juan Jesus con Gutierrez e affidarsi ai superstiti Beukema e Lukaku.

La qualità del Chelsea fa la differenza: Palmer accende João Pedro, micidiale nel firmare il pareggio con un tiro a 111 km/h e poi il gol decisivo. Il Maradona capisce, soffre e alla fine applaude. Come conclude Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, la Champions del Napoli finisce così: tra rimpianti, stanchezza e l’orgoglio di una squadra che per un tempo ha guardato negli occhi i campioni del mondo.

@media(max-width:640px){ #gfp-sticky-footer .gfp-sf-google-text{display:none;} #gfp-sticky-footer .gfp-fmt-input{width:130px!important;} #gfp-sticky-footer .gfp-sf-ia-desktop{display:none!important;} #gfp-sticky-footer .gfp-sf-ia-mobile{display:inline!important;} }