Corriere dello Sport: “Napoli, gol cercasi: tanti marcatori ma pochi bomber, Conte aspetta il salto”

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NAPOLI – Segnano in tanti, ma non abbastanza. Come racconta Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport, il Napoli si ritrova con diciannove marcatori diversi ma soltanto quarto nella classifica dei gol fatti in Serie A con 48 reti, alle spalle di Inter, Como e Juve. Un dato che fotografa una squadra prolifica nella distribuzione delle marcature, ma meno incisiva quando si tratta di continuità sotto porta, come evidenzia Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport.

A pesare sono stati soprattutto gli infortuni e le assenze nei momenti migliori della stagione. I casi più emblematici sono quelli di De Bruyne, Anguissa, Neres e Vergara: giocatori che avevano trovato ritmo e gol, salvo poi fermarsi proprio sul più bello, lasciando inevitabilmente rimpianti. Occasioni sfumate che il Napoli potrà provare a riscattare nella prossima stagione, nell’ottica di una crescita collettiva che dovrà passare anche da una maggiore incisività offensiva, come sottolinea Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport.

Al momento, gli unici veri riferimenti offensivi restano Hojlund e McTominay, gli unici due uomini di Conte ad aver raggiunto la doppia cifra. Il centravanti danese è a quota 14 reti, a due lunghezze dal suo record personale, mentre il centrocampista scozzese segue con 12 gol complessivi, avvicinandosi al suo miglior bottino stagionale. In Serie A, però, è proprio Hojlund l’unico azzurro ad aver toccato quota dieci marcature.

Dietro di loro, la distribuzione dei gol è ampia ma meno incisiva: De Bruyne e Anguissa si fermano a 4, Neres e Spinazzola a 3, Politano, Beukema e Alisson a 2. Poi una lunga lista di giocatori a quota uno, da Elmas a Lukaku. Restano invece ancora a secco diversi elementi della rosa, tra cui Olivera, Juan Jesus e Buongiorno. Numeri che raccontano di una squadra che produce, ma che fatica a capitalizzare con continuità, come ribadisce Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport.

Con sei partite ancora da giocare, l’obiettivo è duplice: migliorare il rendimento individuale e avvicinare quota 59 gol, lo stesso bottino della scorsa stagione. Servirebbero undici reti, quasi due a partita, per raggiungere quel traguardo.

Nonostante tutto, il Napoli non è una squadra sterile. Anzi, ha costruito gran parte dei suoi successi sulle vittorie di misura: ben 27 da quando c’è Conte, più di chiunque altro in Serie A. L’ultimo successo con un margine più ampio risale al 4 gennaio contro la Lazio. Un dato che racconta di una squadra solida, ma che spesso ha dovuto fare i conti con un attacco non sempre al completo.

Le assenze hanno inciso profondamente anche sul rendimento dei singoli. Neres, ad esempio, aveva segnato sei gol in meno di due mesi prima dello stop, risultando decisivo anche in Supercoppa. Stesso discorso per Anguissa, protagonista con quattro reti e prestazioni da MVP prima dell’infortunio. Due assenze che hanno pesato sulla continuità offensiva della squadra.

Interessante anche il dato sugli expected goals: Neres e Spinazzola risultano tra i più concreti rispetto alle occasioni create, con tre gol ciascuno a fronte di xG molto bassi. Efficace anche Alisson, con due reti e un xG contenuto. Situazione opposta per Elmas, che ha raccolto poco rispetto alle opportunità prodotte.

Numeri e statistiche che confermano una realtà chiara: il Napoli ha le basi per crescere, ma per fare il salto definitivo servirà maggiore continuità sotto porta. Un passaggio obbligato per ambire a traguardi ancora più ambiziosi, come evidenziato ancora una volta da Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport.

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