Conte vince la Panchina d’Oro e rilancia l’allarme: «Troppe partite, tutti d’accordo ma non cambia nulla»

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Antonio Conte torna protagonista a Coverciano, dove gli è stata consegnata la Panchina d’Oro, riconoscimento che certifica una stagione da leader dopo lo scudetto conquistato con il Napoli. Un premio che arriva in un momento simbolico, tra la vittoria sulla Fiorentina, il sollievo per le condizioni di Di Lorenzo e un clima emotivo che, almeno per un giorno, ha permesso al tecnico azzurro di ritrovare il sorriso.

Ma Conte, anche nella giornata della celebrazione, non si sottrae ai temi più scomodi. Interpellato sul problema del numero eccessivo di partite, già sollevato sabato dopo il 2-1 alla Fiorentina, l’allenatore è stato netto:
«Siamo tutti d’accordo a 360 gradi, il problema è che si ha difficoltà a esporsi o a prendere posizioni. Tutti parlano, ma poi nessuno fa niente. Si andrà avanti così, non si può fare niente. Ci sono le istituzioni addette. Leggevo che la Federazione tedesca stava cercando di fare qualcosa, ma è difficile muoversi singolarmente. Non è una situazione che mi compete, sono un allenatore, ma è un problema su cui siamo tutti molto d’accordo, però non si fa niente».

Parole che fotografano una frustrazione condivisa, ma anche la consapevolezza dei limiti di chi, pur vivendo quotidianamente le conseguenze di calendari congestionati, non ha il potere di intervenire.

Sul mercato, invece, Conte ha preferito restare defilato. Alla domanda su Alisson Santos, nuovo acquisto azzurro, la risposta è stata diplomatica e coerente con la sua linea:
«Di mercato dovete parlare con gli addetti ai lavori, è giusto che parlino loro dei calciatori che arrivano».

Diverso il tono quando si parla dello stato d’animo personale e della squadra. Dopo giorni di tensione, il tecnico ha riconosciuto l’importanza di mantenere equilibrio emotivo:
«I sorrisi non devono mai mancare. Poi quando siamo in partita c’è lo stress del lavoro e un accumulo di fatica che hai difficoltà a nascondere. Bisogna essere ottimisti e cercare di trovare sempre una soluzione anche nelle situazioni peggiori».

La cerimonia di Coverciano ha ufficializzato l’assegnazione della Panchina d’Oro, premio conferito dall’AIA agli allenatori migliori d’Italia e votato dai colleghi di Serie A, Serie B e Serie C. Nel massimo campionato, Conte ha ottenuto 20 voti su 47, precedendo Gian Piero Gasperini (6) e Cesc Fabregas (4). Altri 17 voti sono stati distribuiti tra gli altri tecnici.

In Serie B il riconoscimento è andato a Giovanni Stroppa, oggi al Venezia dopo l’esperienza alla Cremonese. In Serie C ha vinto Fabio Gallo, capace di riportare in Serie B la Virtus Entella nella stagione 2024-2025. Per il calcio femminile, la Panchina d’Oro di Serie A è stata assegnata a Massimiliano Canzi, mentre quella di Serie B femminile è andata ad Antonio Cincotta, che ha voluto dedicare il premio a Rocco Commisso.

Infine, una Panchina d’Oro speciale è stata conferita a Enzo Maresca, oggi senza squadra ma protagonista di un percorso straordinario culminato con la vittoria di Conference League e Mondiale per Club con il Chelsea, riportando i Blues in Champions League dopo anni difficili.

Una giornata di premi, riflessioni e messaggi chiari. Conte incassa l’ennesimo riconoscimento personale, ma ribadisce che, oltre ai trofei, c’è un sistema che continua a chiedere risposte senza offrirne.

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