Gazzetta dello Sport: “La prima sfida di Max”

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Il passato continua a fare rumore in casa Napoli. A pochi giorni dall’addio di Antonio Conte e dall’imminente arrivo di Massimiliano Allegri, Kevin De Bruyne ha scelto di parlare apertamente delle difficoltà vissute nella sua prima stagione in azzurro. Dichiarazioni forti, riportate dalla Gazzetta dello Sport, che raccontano un rapporto mai realmente decollato tra il fuoriclasse belga e l’allenatore salentino.

De Bruyne: «Non ho mai giocato nel mio ruolo»

Intervenuto ai microfoni del quotidiano belga Nieuwsblad, De Bruyne ha tracciato un bilancio della sua annata, segnata anche dal lungo infortunio che lo ha tenuto fuori per diversi mesi.

«Ho trovato il mio livello abbastanza buono all’inizio e anche quando sono rientrato dall’infortunio ero su un livello discreto. È stato ovviamente difficile per me perché Conte ha una visione del calcio molto diversa dalla mia, non giriamoci intorno. Non ho mai potuto giocare veramente nel mio ruolo. È andata così. Ma ho sempre dato il 100%».

Parole che certificano un disagio tecnico emerso più volte durante la stagione e che ora viene confermato direttamente dal centrocampista belga.

L’attacco alla gestione tattica

De Bruyne è andato oltre la semplice analisi personale, entrando nel merito del gioco espresso dal Napoli.

«Giochiamo in modo molto difensivo. Se segni un gol a partita con un 5-4-1 è poco. All’inizio dell’anno giocavamo davvero molto bassi».

Il belga ha poi evidenziato le difficoltà offensive della squadra.

«Il nostro capocannoniere ha 10 gol, quindi sì, le statistiche offensive non erano certo esaltanti. A livello di qualità e di calcio l’ho trovato abbastanza accettabile».

Il passaggio più forte riguarda però direttamente Conte.

«Se sono contento che Conte vada via? Per me sì. Secondo me non doveva restare».

Il futuro resta in bilico

Le parole di De Bruyne aprono inevitabilmente interrogativi sul suo futuro. Il contratto con il Napoli scadrà nel 2027, ma il centrocampista non ha nascosto la necessità di confrontarsi con la società e con il nuovo allenatore.

«Ritengo importante avere un confronto sul modo di giocare. Quest’anno ho capito che il modo di giocare è per me molto importante. Devo anche continuare a divertirmi e purtroppo questo mi è mancato un po’. Ho ancora un anno di contratto, ma voglio avere un colloquio».

Poi un riferimento alle promesse ricevute al momento del suo arrivo.

«L’anno scorso sono state dette certe cose: “Giocheremo in un certo modo, faremo questo e quello”, ma poi poco di tutto questo si è concretizzato e questo chiaramente dispiace».

Allegri chiamato a convincerlo

La questione diventa ora uno dei primi dossier che dovrà affrontare Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese, destinato a raccogliere l’eredità di Conte, considera De Bruyne una figura centrale del progetto tecnico.

Nelle idee dell’ex allenatore del Milan, il belga dovrebbe rappresentare la mezzala di qualità capace di guidare il gioco offensivo della squadra, proprio come accaduto con altri fuoriclasse gestiti durante la sua carriera.

Il compito di Allegri sarà quindi duplice: rilanciare il rendimento del campione belga e convincerlo che il nuovo Napoli potrà offrire quel calcio più offensivo e divertente che De Bruyne ha chiaramente richiesto.