De Laurentiis a tutto campo: “Conte è la mia creatura. Futuro, calcio e mercato: vi dico tutto”
Un racconto lungo, articolato, che tocca passato, presente e futuro del Napoli e del calcio. Nell’intervista rilasciata al New York Times, Aurelio De Laurentiis si espone senza filtri, parlando del rapporto con Antonio Conte, delle prospettive del club e delle criticità del sistema calcio.
Il presidente del Napoli riparte dall’origine del legame con il tecnico: «Ci siamo incontrati dieci anni fa alle Maldive. Eravamo in vacanza, nuotavamo insieme. Mi ha raccontato la sua idea di calcio e mi ha affascinato: sembrava uno che ti descrive un grande film da realizzare». Da lì la scelta: «Quando è arrivato il momento non ho esitato a chiamarlo. È stato un buon matrimonio».
Un rapporto forte, che oggi si riflette anche nel futuro: «La squadra è una creazione di Conte. Ucciderebbe la sua creatura abbandonandola all’ultimo minuto? Non credo». De Laurentiis difende il tecnico: «Ha un contratto con me, è una persona seria. Non mi abbandonerebbe così, perché creerebbe un problema al Napoli».
Il tema centrale resta quello del confronto di fine stagione: «Prima dobbiamo risolvere la questione federale, poi parleremo. Se vuole andare via deve dirlo subito, altrimenti non credo che lo farà». Il presidente esclude distrazioni: nessuna Nazionale o altri club, solo il progetto Napoli.
De Laurentiis si sofferma anche sulla filosofia di Conte: «È perfetto per gestire un gruppo giovane. Quando hai ragazzi di 17, 18, 21 anni devi guidarli con fermezza. Ha un’idea chiara: quando difendi bene, vinci. Se pensi solo ad attaccare, magari è più spettacolare, ma perdi».
Poi lo sguardo si allarga al sistema calcio. Il presidente è critico: «Le partite sono troppo lunghe, i giovani non hanno la pazienza di seguirle. Mio nipote dopo 15 minuti va a giocare alla PlayStation». La proposta è radicale: «Ridurre i tempi a 25 minuti per tempo e basta perdite di tempo. Servono più gol, più spettacolo. Anche il fuorigioco va rivisto».
Critiche anche alla gestione economica: «Ci sono troppe partite, troppe competizioni. UEFA, FIFA, federazioni: tutti vogliono guadagnare. Ma così si perde il pubblico». E sulla Serie A: «La vorrei a 16 squadre».
Non manca il tema mercato e il caso Kvaratskhelia: «Abbiamo ricevuto un’offerta da 200 milioni per Osimhen e Kvara. Conte mi disse: vendi Osimhen ma non Kvara. Poi ho avuto problemi con il suo entourage e ho dovuto cederlo». Un passaggio che apre anche alla critica agli agenti: «Nel calcio sono come vampiri, succhiano soldi ovunque».
Infine, una riflessione sul senso di appartenenza: «I tifosi pensano che i giocatori restino per sempre, ma non è così. Oggi contano i soldi. Hamsik è stato un’eccezione».
Parole forti, che fotografano una visione chiara: De Laurentiis guarda avanti, ma vuole certezze. E soprattutto, non ha intenzione di rinunciare al suo progetto.
