Repubblica: “Savoldi, l’acquisto da 2 miliardi nella notte western di 50 anni fa”

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NAPOLI – Se n’è andato Giuseppe Savoldi, per tutti Beppe, il “mister due miliardi” che ha segnato un’epoca del calcio italiano e della storia del Napoli. Come racconta la Repubblica Napoli, il suo ricordo resta legato a sogni mai davvero spenti, tra talento, pressioni e un destino che lo ha accompagnato con discrezione fino alla fine.

Secondo quanto riportato da la Repubblica Napoli, Savoldi è stato un attaccante straordinario, capace di segnare 168 gol in 405 partite tra Atalanta, Bologna e Napoli, oltre a distinguersi anche nel basket con l’Alpe Bergamo. Un atleta completo, potente nel gioco aereo, con una forza esplosiva che lo rendeva letale sotto porta.

Come sottolinea la Repubblica Napoli, la sua carriera fu segnata da un trasferimento destinato a fare storia: nel 1975 il Napoli lo acquistò per oltre due miliardi di lire, cifra record per l’epoca. Un’operazione che cambiò il mercato e che portò con sé anche tensioni e retroscena clamorosi, tra trattative tese e pressioni fortissime.

Nel racconto di la Repubblica Napoli emerge anche il lato umano di Savoldi: introverso, dignitoso, mai sopra le righe. Un campione silenzioso, che visse il peso di quell’investimento senza mai perdere la propria identità, nonostante le aspettative enormi.

Il suo arrivo a Napoli rappresentò uno spartiacque, aprendo una fase nuova per il club, che anni dopo avrebbe trovato il suo coronamento con il primo scudetto del 1987. Savoldi, in quel percorso, resta una figura simbolica, tra i protagonisti di un calcio che stava cambiando.

Il presidente De Laurentiis lo ha ricordato come uno “straordinario bomber, emblema del calcio italiano”, sottolineando il suo contributo alla storia azzurra.

Se ne va così un pezzo di storia del Napoli e del calcio italiano: il campione timido che portava sulle spalle il peso di “due miliardi” e di un’intera città che sognava.

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