Napoli, Chiariello difende Conte: «Ha fatto mezzo miracolo. Gli infortuni? Non è colpa sua»

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Il dibattito attorno alla stagione del Napoli e al lavoro di Antonio Conte continua ad accendersi. A prendere posizione è Umberto Chiariello, intervenuto nel suo consueto editoriale ai microfoni di Radio CRC, con una difesa netta dell’allenatore azzurro.

Secondo Umberto Chiariello a Radio CRC, il lavoro di Conte merita maggiore riconoscimento nonostante le difficoltà incontrate durante la stagione. «Conte ha fatto un mezzo miracolo a stare ancora lì al vertice e può anche prendere il secondo posto».

«Non attribuite a Conte la colpa degli infortuni»

Chiariello respinge con decisione l’idea che gli infortuni possano essere imputati alla gestione tecnica dell’allenatore. «Non mi venite a rompere le scatole con la colpa di Conte sugli infortuni. Io non ho evidenza scientifica di questa cosa e senza dati scientifici non sono in grado di sostenerla».

Nel suo intervento a Radio CRC, Chiariello ricorda come gli stop che hanno colpito il Napoli abbiano avuto natura diversa. «Metà degli infortuni sono muscolari, ma l’altra metà sono traumatici: Meret, Neres, Di Lorenzo, Anguissa, De Bruyne, Lukaku. Non penso che Conte ne sia responsabile».

«Ci sono stagioni in cui gira tutto storto»

Per il giornalista, la stagione azzurra è stata semplicemente segnata da una serie di episodi negativi. «Sono quelle annate dove ti gira tutto storto. Ci sta».

Chiariello fa anche un paragone con lo scorso finale di campionato, quando diversi episodi avevano invece favorito il Napoli. «Se non lo scorso finale di stagione, nonostante avessimo frenato clamorosamente, ci era girato tutto bene: il rigore di Pedro, l’Inter che pareggia a Parma 2-2, Orsolini che segna e il Bologna che batte l’Inter».

«Quest’anno è l’opposto»

Quest’anno, secondo Umberto Chiariello a Radio CRC, il quadro è completamente diverso. «Una serie di cose che erano girate nel verso giusto, quest’anno invece sono girate tutte storte».

Il giornalista conclude con una riflessione più ampia sul calcio e sulla componente imprevedibile delle stagioni. «Ma ti affidi al caso? No. Però lo sappiamo: ci sono annate con il vento in poppa e annate dove le disgrazie si accumulano una sull’altra».

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