Alisson nella ex casa di Kvara. Il “surfista” è pazzo di Napoli
Un colpo di fulmine, improvviso e potente. Tra Alisson Santos e i 50mila del Maradona è bastato un lampo: partenza da sinistra, uomo saltato secco, destro vincente. Napoli ha scoperto così il talento di Bahia, l’esterno che Conte aspettava per ridare imprevedibilità a un attacco rimasto orfano di Neres, fuori per tutta la stagione dopo l’operazione alla caviglia.
Nel suo approfondimento, Pasquale Tina su Repubblica Napoli ricostruisce le tappe di una storia iniziata mesi prima. Il primo incrocio con il Napoli risale al 1° ottobre 2025, in Champions League: al Maradona si gioca Napoli-Sporting Lisbona, finisce 2-1 per gli azzurri con doppietta di Hojlund. Al 22’ della ripresa Rui Borges manda dentro Alisson, che accende subito la corsia e attira l’attenzione del ds Giovanni Manna. Da quel momento, come racconta Pasquale Tina su Repubblica Napoli, il dirigente azzurro decide di seguirne la crescita.
In Portogallo si costruisce la fama di “alternativa di lusso”: entra e cambia le partite. Tre gol in Champions, l’ultimo decisivo contro l’Athletic Bilbao per la qualificazione dello Sporting. Il Napoli, invece, saluta la competizione, ma non perde di vista il brasiliano, soprannominato “il surfista” per la capacità di ondeggiare tra gli avversari.
La trattativa non è semplice: clausola da 80 milioni fissata in estate dallo Sporting. Ma, come spiega ancora Pasquale Tina su Repubblica Napoli, il club portoghese apre al prestito con diritto di riscatto, formula compatibile con i vincoli del mercato a saldo zero imposto al Napoli. Operazione complessiva da circa 20 milioni: 3,5 subito e 16,5 a giugno in caso di acquisto definitivo.
Alisson, brasiliano con cittadinanza tunisina grazie al padre Ady – ex calciatore dell’Esperance oggi suo manager – non ha dubbi: l’azzurro è la priorità. E l’impatto è immediato, dentro e fuori dal campo. Conte ne apprezza l’atteggiamento: «Si sono messi a disposizione senza spocchia e presunzione. Sono umili e vogliono imparare», dice riferendosi a lui e a Giovane. Parole che, sottolinea Pasquale Tina su Repubblica Napoli, suonano anche come una frecciata indiretta a chi, come Lang e Lucca, non è riuscito ad ambientarsi.
Il feeling con la città è già evidente: pizza sul lungomare con dedica personalizzata e numero 27, famiglia al seguito – madre e fratello erano presenti al Maradona – e casa scelta a Posillipo, proprio quella che fu di Kvaratskhelia. Stesso ruolo, ma paragoni vietati.
Adesso l’obiettivo è la continuità. Bergamo e l’Atalanta sono la prossima tappa. Alisson vuole diventare protagonista stabile del Napoli e inseguire il sogno più grande: la maglia della Seleçao, tanto da aver rifiutato la convocazione della Tunisia.
Un dribbling alla volta.
