Gazzetta dello Sport: “Napoli, che fatica”
Il progetto (e)Rasmus, per fortuna. Perché senza Hojlund, in quei sedici metri, il Napoli avrebbe dovuto inventarsi davvero un’altra vita. Lo racconta Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, fotografando un attacco che vive di equilibri fragili e di una dipendenza sempre più evidente dal danese, arrivato come terapia d’urto dopo l’infortunio di Lukaku.
I numeri parlano chiaro, e raccontano un’anomalia. Antonio Conte ha sempre convissuto con i gol: Juventus da 68, 71 e 80 reti nelle tre stagioni dello scudetto, Inter 2020-21 a quota 89. Eppure, come sottolinea Antonio Giordano della Gazzetta dello Sport, il Napoli rappresenta un’eccezione statistica che dura ormai da diciotto mesi. Lo scudetto della scorsa stagione è arrivato con appena 59 gol, media 1,5 a partita, mentre l’annata in corso viaggia su 1,43.
Dentro questi numeri c’è un mosaico incompleto. Hojlund è fermo a sei reti in campionato, McTominay è già a cinque pur giocando più indietro, Anguissa e De Bruyne si sono arrestati a quattro per colpa degli infortuni, Neres a tre prima dell’operazione. Poi una lunga lista di contributi sparsi: Spinazzola a quota due, una rete a testa per Rrahmani, Lobotka, Gilmour, Gutierrez, Beukema, Vergara, Lang, Lucca e Di Lorenzo. Come evidenzia ancora Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, non è un caso se Conte reclamava gol già un anno fa.
Il Napoli ha provato a rispondere sul mercato, spendendo cifre importanti: 35 milioni per Lucca, 28 per Lang, 50 per Hojlund, strappato al Manchester United in extremis dopo l’infortunio di Lukaku a Ferragosto. A gennaio sono arrivati anche Giovane e Alisson Santos, portando in dote gol segnati altrove. Nell’allenamento congiunto contro il Giugliano, doppietta per il primo e rete per il secondo: segnali minimi, ma sufficienti a generare un cauto ottimismo, come sottolinea Antonio Giordano della Gazzetta dello Sport.
Resta però la fatica. Conte ha ritrovato Lukaku, finalmente in grado di giocare 90 minuti, ma ha perso nuovamente Lucca e Lang. Speranze affidate al recupero di Politano e alla resistenza di Hojlund, che corre anche quando l’aria sembra finire. Dal 28 ottobre il danese non si è mai fermato: 23 presenze su 23, 21 da titolare, senza mai conoscere il turnover. Il gol in campionato manca da sette giornate, compensato solo dalla Champions, con la rete al Chelsea diventata poi un’illusione.
C’è una vita con Hojlund e una senza. E come spesso accade, i numeri, a modo loro, hanno un’anima.
