Zielinski: “Inter una famiglia, vogliamo lo scudetto. Napoli? Gli auguro il meglio”
Piotr Zielinski si racconta tra passato e presente, tra Napoli e Inter, con uno sguardo lucido sulla corsa scudetto e sulla sua evoluzione personale. Nell’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il centrocampista polacco ripercorre una carriera lunga ormai 15 anni in Italia, soffermandosi sul momento attuale e sulle ambizioni con la maglia nerazzurra.
Arrivato giovanissimo, Zielinski è cresciuto nel nostro Paese fino a considerarlo una seconda casa: «Sono arrivato che ero quasi un bambino, non è stato semplice all’inizio. Poi anno dopo anno sono diventato uomo», racconta al Corriere dello Sport, ricordando le tappe tra Udine, Empoli, Napoli e Milano. «L’Italia è una seconda casa, mi trovo benissimo anche con la mia famiglia. Non escludo di restare qui dopo il calcio».
Il presente, però, è tutto concentrato sull’Inter e su un finale di stagione che può portare al titolo: «Mancano sette partite, faremo di tutto per vincere lo scudetto», spiega Zielinski al Corriere dello Sport, evidenziando la crescita del gruppo dopo la sosta. «Abbiamo parlato nello spogliatoio, ci siamo detti che dovevamo cambiare marcia. Le delusioni con le nazionali devono diventare energia».
Un aspetto chiave resta proprio la forza del gruppo: «Sembra una famiglia, non è stato difficile integrarsi», sottolinea ancora al Corriere dello Sport, evidenziando come lo spogliatoio sia uno dei punti di forza della squadra.
Dopo una prima stagione complicata, Zielinski è oggi uno dei protagonisti della gestione Chivu. «Ho capito che dovevo cambiare qualcosa, sia fisicamente che mentalmente. Ho trovato uno staff che ha saputo valorizzarmi», spiega, riconoscendo anche il lavoro fatto in precedenza con Inzaghi, ma esaltando il rapporto con l’attuale tecnico: «Chivu per me è una persona speciale, mi ha dato fiducia anche quando ero infortunato».
Determinante anche il cambio di approccio mentale e tattico: «Ora gioco anche da regista senza problemi. Ho messo da parte le lamentele, mi sono detto che con tecnica e visione posso fare tutto. Anche se la mia posizione preferita resta quella di mezz’ala», racconta al Corriere dello Sport.
Tra i momenti simbolo della stagione, uno su tutti: «Il gol del 3-2 alla Juve. Segnare quasi allo scadere nel derby d’Italia è qualcosa di unico», sottolinea, indicando quella rete come il punto più alto della sua esperienza interista finora.
Fondamentale anche la presenza di Lautaro Martinez: «È un leader, un esempio. Dopo la sconfitta con la Polonia mi ha scritto per incoraggiarmi. Sono cose che ti fanno dare tutto», racconta Zielinski al Corriere dello Sport, evidenziando il peso umano oltre che tecnico dell’argentino.
Infine, uno sguardo alla corsa scudetto, dove resta anche il Napoli tra le rivali: «Sono tutte squadre forti, non si può stare tranquilli. Io però penso solo all’Inter. Certo, voglio bene al Napoli, ho passato lì otto anni, ma ora il mio obiettivo è vincere qui».
E sul futuro, nessun dubbio: «Prima vinciamo il campionato, poi proveremo ad alzare ancora l’asticella. Il sogno è essere competitivi anche in Europa». Un messaggio chiaro, che conferma le ambizioni di un giocatore che vuole chiudere il cerchio con un altro titolo.
