Repubblica: Il Napoli punta su un nuovo stadio “Garanzia per fatturato e legalità”

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NAPOLI – Legalità e fatturato, con lo stadio come baricentro del futuro. È questa la linea ribadita da Aurelio De Laurentiis nella sua audizione davanti alla Commissione Antimafia, come raccontano Marco Azzi e Pasquale Tina su Repubblica Napoli. Un intervento durato 45 minuti, convocato nell’ambito dei lavori dell’XI Comitato sulle infiltrazioni mafiose nelle manifestazioni sportive.

Secondo quanto riportato da Marco Azzi e Pasquale Tina su Repubblica Napoli, il presidente azzurro ha escluso pressioni illecite sul club, sia in passato che nel presente, assicurando che il Napoli è sempre stato attento a evitare condotte a rischio. Al centro del suo intervento anche il tema stadio: con un impianto di proprietà, ha spiegato, sarebbe più semplice blindare il club da eventuali ingerenze esterne.

L’incontro, tenutosi a Palazzo San Macuto a Roma, era secretato. All’uscita De Laurentiis ha definito l’audizione «andata bene», congedandosi cordialmente dal senatore Walter Verini, che guida i lavori. Come sottolineano ancora Marco Azzi e Pasquale Tina su Repubblica Napoli, prima del numero uno azzurro erano stati ascoltati altri presidenti di Serie A e presto saranno convocati tutti i club.

Il “Modello 231” e la linea sulla legalità

De Laurentiis ha ricordato che dal 2014 il Napoli adotta un rigido protocollo comportamentale, il cosiddetto “Modello 231”, redatto dallo studio legale Fulgeri, per prevenire rischi legati a eventuali illeciti. Un sistema interno di controllo che – secondo quanto evidenziano Marco Azzi e Pasquale Tina su Repubblica Napoli – rappresenta un ulteriore presidio di legalità per la società.

Il presidente ha parlato a braccio, monopolizzando il confronto fino alla chiusura dei lavori, in un clima definito sereno. Al suo fianco, l’avvocato Fabio Fulgeri.

Nodo stadio e crescita economica

Il tema centrale resta però il futuro del Maradona. «Abbiamo bisogno di uno stadio nuovo, non di mettere le pezze a uno esistente», ha ribadito Tommaso Bianchini, direttore generale area business, a margine della presentazione della campagna “Sanghe pe’ Napule”, promossa con Avis Campania e Sorgesana per incentivare la donazione di sangue.

Il dirigente ha quantificato il gap economico: «Ci mancano 70 milioni annui di ricavi derivanti da Sky Box, posti corporate, tour immersivi con museo, store ufficiale e attività di food and beverage». Un limite strutturale che, secondo il club, rischia di frenare la crescita nel medio periodo.

Il Maradona conserva fascino e storia, ma presenta carenze strutturali. L’idea è quella di lavorare con il Comune per renderlo fruibile durante la settimana anche ai turisti. Sullo sfondo, il centenario del club e l’appuntamento con la Coppa America del 2027.

Come evidenziano in chiusura Marco Azzi e Pasquale Tina su Repubblica Napoli, per il Napoli lo stadio non è solo un’infrastruttura, ma la chiave per consolidare competitività, ricavi e autonomia gestionale nel lungo periodo.

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