Ospedale del Mare: paura al Pronto Soccorso, un paziente decide di partire.

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Il dramma degli operatori sanitari: una violenza inaccettabile

Napoli, il 14 giugno 2026 – Un episodio di violenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale del Mare ha scosso la comunità sanitaria partenopea e non solo. Due infermieri sono stati aggrediti da un paziente e dai suoi familiari, generando un clima di paura e malessere che ha costretto le autorità a sospendere temporaneamente le attività per i casi non urgenti e a devastare il Triage.

La situazione al Pronto Soccorso è diventata insostenibile. Gli operatori sanitari, già stressati dalle sfide quotidiane legate alla loro professione, si trovano ora a dover affrontare anche il rischio di violenze fisiche. L’accaduto ha sollevato interrogativi sulla sicurezza dei luoghi di lavoro degli operatori sanitari e sulla necessità di interventi imediati.

La testimonianza di un infermiere aggredito

Uno degli infermieri coinvolti nell’aggressione ha voluto condividere la propria esperienza. La sua testimonianza è straziante e mette in luce non solo le ferite fisiche, ma anche il profondo trauma psicologico subito. “Ho sempre cercato di fare il mio lavoro nel migliore dei modi”, racconta, “ma questa volta siamo andati oltre ogni limite. Un collega è stato attaccato senza alcuna ragione, solo perché il paziente e il suo accompagnatore non volevano aspettare il loro turno”.

L’infermiere prosegue descrivendo il momento in cui ha tentato di difendere il suo collega. “Anche io ho subito delle percosse. Nel mezzo della confusione, ho visto una guardia giurata minacciata, con tentativi di sottrargli l’arma”. Le sue parole testimoniano un reale stato di shock e paura: “Non mi sento più sicuro. Ogni giorno ho paura di non tornare a casa”.


La sua riflessione alla fine è preoccupante: “Sto pensando seriamente di lasciare il Pronto Soccorso. La mia salute e la mia tranquillità devono venire prima di tutto”. Questa dichiarazione riflette una realtà inquietante per molti professionisti della salute, che dopo anni di impegno si trovano ora a fare i conti con la violenza e l’insicurezza nel loro ambiente di lavoro.

La denuncia della FIALS

La Federazione Italiana Autonoma Lavoratori Settore Sanità (FIALS) esprime il proprio dissenso attraverso le parole del segretario della segreteria aziendale di Napoli 1 Centro, Federico Roselli. “Quello che è successo non può più essere tollerato”, afferma. “Il personale sanitario è diventato un bersaglio costante di attacchi ingiustificati”, aggiunge, evidenziando come ogni giorno gli operatori si trovino a dover affrontare situazioni di violenza senza alcuna protezione

Il sindacato fa un appello urgente ai decisori. “È indispensabile un cambio di passo per garantire la sicurezza nei reparti a rischio. Vogliamo un potenziamento della videosorveglianza, l’introduzione di presidi di vigilanza armata, e procedure operative più efficienti per fronteggiare queste gravi situazioni”.

La FIALS sottolinea anche un aspetto cruciale: “Difendere gli operatori sanitari significa difendere il diritto alla salute di ogni cittadino. Non possiamo permettere che chi si dedica a salvare vite sia costretto a vivere nella paura”. Una richiesta condivisa da molti professionisti del settore, che chiedono un maggiore supporto e una riforma della sicurezza negli ospedali.

Il sistema sanitario sotto pressione

Questi episodi di violenza non sono isolati, ma parte di un trend preoccupante all’interno del sistema sanitario italiano. Secondo rapporti ufficiali, oltre il 30% degli operatori della salute ha subito aggressioni o incidenti simili negli ultimi anni. L’assenza di misure efficaci di prevenzione e protezione ha portato a un climatizzatore di insicurezza nei luoghi di lavoro, influenzando la qualità delle cure e il benessere degli operatori.

In un contesto sanitario già fragile, la mancanza di sicurezza aggrava una situazione già difficile, dove il personale è costretto a fare i conti con lo stress lavorativo e la paura per la propria incolumità. È necessaria un’azione decisa da parte delle istituzioni, affinché le promesse di maggiore sicurezza non rimangano parole vuote, ma si traducano in fatti concreti che possano garantire un ambiente di lavoro sicuro per chi lavora al servizio della salute pubblica.

La sollecitazione al governo e alle autorità locali è di valutare con urgenza le condizioni di lavoro degli operatori sanitari, attuando cambiamenti che possano ristabilire un clima di sicurezza e rispetto. Solo così potremo garantire a ogni paziente e operatore sanitario il diritto fondamentale alla salute e alla sicurezza.

Fonti ufficiali: Ministero della Salute, FIALS, rapporti annuali sulla sicurezza negli ospedali italiani.

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