Napoli, orgoglio e rabbia: Conte applaude i suoi ma attacca il sistema
NAPOLI – Antonio Conte guarda i suoi alla fine della battaglia e vede un manipolo di reduci stanchi ma valorosi. Il Napoli esce dalla Coppa Italia ai rigori contro il Como, ma lo fa tra gli applausi dei 50mila del Maradona. Come racconta Pino Taormina su Il Mattino, la qualificazione, viste le assenze di McTominay e Di Lorenzo, sembrava quasi una follia. E invece gli azzurri hanno sfiorato l’impresa.
Resta la rabbia per la mancata espulsione di Ramon a inizio ripresa, episodio che ha acceso la tensione sugli spalti. Ma Conte non vuole trasformare la serata in un processo arbitrale: «Basta parlare delle decisioni degli arbitri, in ogni partita c’è qualcuno che si lamenta. Ma non è una bella stagione per arbitri e Var e spero che trovino presto una soluzione perché sono tutti a lamentarsi. Magari trovino più coraggio. Diventa anche noioso andare sempre su questi discorsi».
Poi l’affondo: «Bisogna fare uno step in avanti, anche Rocchi deve migliorare i suoi arbitri e il Var come noi proviamo a migliorare le nostre squadre. Non va bene per il calcio, non va bene per noi».
Nel merito della gara, l’orgoglio supera l’amarezza: «Onore ai miei ragazzi, affrontavamo un Como al completo, reduce da 10 giorni di pausa. Noi venivamo da una gara giocata 10 contro 11, senza McTominay. Ma non posso dire nulla: stiamo andando oltre le nostre potenzialità attuali. Abbiamo poche risorse, nulla a che vedere con quelle che sono le nostre ambizioni».
Conte rivendica l’impegno: «Potevamo qualificarci noi ai rigori, andare avanti in Coppa Italia. Dispiace, perché era un’annata in cui volevamo fare di più. Ma noi stiamo facendo di più: qualsiasi allenatore farebbe fatica con questo organico. E grazie ai tifosi che riconoscono il nostro impegno. Nonostante tutte le difficoltà, siamo arrivati a un centimetro dalla qualificazione».
Sul sogno scudetto, il tecnico frena: «Ma che domanda è? Abbiamo nove punti di distacco dall’Inter che viaggia a folle velocità, ci sono Juventus e Milan che vanno benissimo. Noi facciamo quello che possiamo fare, partita dopo partita. Ma abbiamo anche tanti di quegli infortuni che diventa ridicolo pensare di poter lottare per lo scudetto».
E proprio l’emergenza è il nodo centrale: «Forse dovremmo andare a un santuario a fare delle preghiere. Gli infortuni di Di Lorenzo, De Bruyne, Lukaku, Gilmour sono un peso sanguinario. Una situazione che peggiora invece che migliorare. Perdite pesantissime a cui poi si aggiungono gli infortuni normali come quello di McTominay».
Infine, uno sguardo ai numeri: «Undici rigori contro? Quello di ieri sera sicuramente c’era. Però è un dato curioso visto che siamo la squadra a cui tirano meno in porta. Bisogna fare più attenzione».
Ora resta solo il campionato, a partire dalla sfida con la Roma. Con l’orgoglio intatto e la consapevolezza di un gruppo che, come sottolinea Pino Taormina su Il Mattino, continua a combattere oltre i propri limiti.
