Marino: «Napoli, serve lo stadio di proprietà. Conte? Gli do 9 per come ha gestito l’emergenza»
Pierpaolo Marino torna a parlare del Napoli e del calcio italiano. L’ex dirigente azzurro è intervenuto ai microfoni di Radio Napoli Centrale, durante la trasmissione “Un Calcio alla Radio”, analizzando diversi temi: dalla situazione della Serie A alla gestione degli infortuni, passando per lo stadio di proprietà e alcune scelte tecniche della squadra di Antonio Conte.
«Serie A e Nazionale sono due discorsi diversi»
Marino ha spiegato che il momento della Nazionale non rispecchia necessariamente quello del campionato italiano.
«Il calcio italiano coinvolge la Nazionale, ma la Nazionale non è espressione del campionato di Serie A. Sono discorsi differenti. Non dimentichiamo che tre anni fa eravamo primi nel ranking europeo e avevamo cinque squadre in Champions League».
Secondo l’ex dirigente, negli ultimi anni qualcosa è cambiato anche a livello strutturale.
«Ci sono tante proprietà estere e alcune società non hanno ancora lo stadio di proprietà. Non possiamo confrontarci con le big di Inghilterra e Germania».
«Il Napoli può pensare a uno stadio di proprietà»
Marino ha poi parlato della crescita del Napoli negli ultimi anni e della possibilità di realizzare un nuovo impianto.
«Quando arrivai a Napoli non avevamo neanche i palloni e non si poteva immaginare uno stadio di proprietà. Ma nella fantasia di De Laurentiis si parlava già di uno stadio sul mare o a Pozzuoli».
Oggi, secondo l’ex dirigente, le condizioni sono cambiate.
«Il club ha un fatturato importante e ha vinto degli scudetti. Se si vuole fare un salto di qualità bisogna pensare anche allo stadio di proprietà».
Spinazzola e la Nazionale
Marino ha poi parlato di Leonardo Spinazzola, giocatore che conosce bene.
«Con me sfondate una porta aperta. L’ho portato a Bergamo undici anni fa dal Siena quando era in prestito dalla Juventus. Con me ha debuttato in Serie A».
L’ex dirigente azzurro ritiene che il Napoli debba puntare ancora su di lui.
«Il Napoli farebbe bene a tenerselo. In quel ruolo non c’è grande abbondanza. Come uomo e come giocatore, fossi in Gattuso lo convocherei per i playoff».
Dubbi sull’operazione De Bruyne
Marino ha espresso anche qualche perplessità sull’acquisto di Kevin De Bruyne.
«Io non lo avrei preso. Quando hai McTominay, che è tra i migliori d’Europa nel suo ruolo, non hai bisogno di investire risorse importanti su un giocatore che è in parabola discendente».
Secondo lui, l’arrivo del belga avrebbe anche inciso sull’equilibrio tattico della squadra.
«Avrei evitato a Conte di cambiare modulo inizialmente per inserire De Bruyne».
«Conte merita 9 in pagella»
Nonostante alcune critiche tecniche, Marino ha elogiato il lavoro dell’allenatore del Napoli.
«Do nove in pagella a Conte per come ha gestito questa emergenza».
L’ex dirigente ha sottolineato soprattutto i problemi legati agli infortuni.
«Servirebbe quasi una commissione d’inchiesta per tutti gli infortuni avuti. Bisognerebbe analizzare il lavoro del reparto medico, della prevenzione e dei preparatori atletici».
Marino però invita alla prudenza prima di trarre conclusioni.
«Dire che è stata sbagliata la preparazione atletica vuol dire tutto e niente. Bisognerebbe analizzare i dati e i report interni».
