Lang rompe il silenzio: «Con Conte non è mai scattata la scintilla. Al Napoli non mi sentivo trattato in modo onesto»
L’olandese racconta a ESPN l’addio dopo sei mesi in azzurro: panchine, rapporto mai nato con l’allenatore e la scelta Galatasaray pensando al Mondiale
Sei mesi, tante panchine e un feeling mai sbocciato con Antonio Conte. Noa Lang torna a parlare della sua breve esperienza al Napoli e lo fa senza filtri, spiegando le ragioni che lo hanno portato a lasciare l’Italia dopo appena metà stagione per ripartire dal Galatasaray. L’esterno olandese, oggi in prestito in Turchia, ha affidato a ESPN la sua versione dei fatti, individuando nel rapporto con l’allenatore il nodo centrale dell’addio.
Il rapporto con Conte
«Il mio trasferimento al Galatasaray parla da solo», ha spiegato Lang. «Con l’allenatore non ho mai trovato un feeling. So che in Olanda molti pensano che sia colpa mia, ma prima o poi la verità verrà fuori». Nessuna polemica esplicita, ma un messaggio netto. L’olandese ha comunque tenuto a chiarire di non avere rancori verso il club: «Sono un giocatore del Napoli e ho grande rispetto per la società. Con quasi tutte le persone all’interno del club ho avuto un ottimo rapporto».
L’addio non era nei piani
Lang ha ribadito che lasciare Napoli dopo soli sei mesi non rientrava nelle sue intenzioni iniziali. «Di solito non sono uno che va via così presto», ha raccontato. «Quando è arrivata la proposta del Galatasaray ho riflettuto a lungo. È un grande club, ma inizialmente pensavo di restare».
Secondo il classe 1999, anche all’interno dello spogliatoio la sua partenza non era affatto scontata: «Nove persone su dieci al Napoli non volevano che me ne andassi. Ero ben inserito nel gruppo e mi allenavo bene ogni giorno».
Numeri e sensazioni
In maglia azzurra Lang ha collezionato 27 presenze complessive, raramente da titolare, chiudendo con 1 gol e 2 assist. Numeri che, a suo giudizio, non riflettono appieno il rendimento offerto: «Nei minuti che ho giocato si è parlato male di me, ma non ero d’accordo. Per lo stile di gioco che adottavamo, credo di aver fatto bene».
Il tema del trattamento e il Mondiale
Il passaggio più delicato riguarda la percezione di equità: «Un giocatore deve sentirsi trattato in modo onesto. Al Napoli non ho avuto questa sensazione». Lang ha spiegato di aver inizialmente pensato di restare e giocarsi le sue carte, salvo poi allargare il discorso alle prospettive future: «In estate c’è il Mondiale. Non potevo permettermi di rischiare».
La chiusura è personale e diretta: «So di essere un giocatore che ha bisogno di sentirsi apprezzato. Quando questo non arriva da una persona in particolare, diventa difficile». Una riflessione che mette un punto definitivo alla sua esperienza in azzurro.
