Il Mattino, parlano gli esperti: “Conte ha ragione”
Il problema, ormai, è strutturale: non ci sono soluzioni. L’allarme lanciato da Antonio Conte dopo Napoli-Fiorentina – «si gioca troppo e così gli infortuni si susseguono» – non è una novità, ma continua a cadere nel vuoto. Il calcio va avanti, the show must go on, come racconta Il Mattino, nell’analisi firmata da Gianluca Monti, che fotografa un sistema consapevole dei rischi ma incapace di fermarsi.
Le parole di Conte si inseriscono in un dibattito che dura da anni. Non a caso il presidente dell’Inter Beppe Marotta ha risposto con cautela: «Conte ha il diritto di dire quello che pensa, ma è un argomento che va affrontato con molta calma». Una presa di posizione che, come sottolinea Il Mattino di Gianluca Monti, conferma come il grande carrozzone del calcio continui a procedere senza deviazioni, nonostante le richieste di rivedere il numero delle partite stagionali arrivino proprio dai protagonisti.
A spiegare la portata del problema è Enrico Castellacci, presidente della LAMICA ed ex medico della Nazionale: «È una situazione che segnaliamo da anni. I calendari per le squadre di élite sono diventati massacranti: 65-70 partite a stagione. Il sovraccarico articolare è enorme, le lesioni muscolari sono sempre dietro l’angolo e c’è anche un serio rischio post-carriera». Secondo Castellacci, riportato da Il Mattino, i tempi di recupero fisiologici non vengono più rispettati e Uefa, Fifa e società non ascoltano.
Il nodo centrale resta quello economico. Diritti televisivi, nuovi format, competizioni aggiuntive: tutto spinge verso un aumento delle partite. Serie A allargata, Champions ridisegnata, Nations League. Persino la Supercoppa italiana, come ricorda Giuseppe Pondrelli, storico preparatore atletico dello staff di Mazzarri, è diventata una trasferta negli Emirati con quattro squadre invece di due. «Tra una partita e l’altra non c’è più modo di allenarsi – spiega Pondrelli a Il Mattino – si può solo recuperare e poi tornare subito in campo».
Il tema non è solo fisico, ma anche mentale. Le pressioni mediatiche, soprattutto per i club italiani, incidono in modo significativo: «In campo va l’uomo, non solo il calciatore», sottolinea ancora Il Mattino. Le frizioni tra le parti non mancano e anche Conte, che in passato aveva parlato di “bicicletta da pedalare” per chi giocava in Europa, oggi denuncia un calendario senza sosta che impedisce allenamento e recupero.
In questo scenario, il Napoli rappresenta quasi un’eccezione: niente tournée esotiche, preparazione vecchio stile, un ritiro “anni Ottanta”. Eppure, come evidenzia Gianluca Monti su Il Mattino, nemmeno questo basta a evitare una lunga serie di problemi muscolari. I calciatori restano “limoni da spremere”, ingranaggi di un sistema che non rallenta.
Secondo Gigi De Canio, l’unica strada percorribile è l’adattamento: «Tutto è cambiato e indietro non si torna. Anche noi allenatori abbiamo beneficiato di rose più larghe e cinque cambi. Il turnover è l’unico modo per limitare, non eliminare, gli infortuni». Sulla stessa linea Totò Aronica, oggi allenatore ma ex difensore del Napoli: «Gli staff sono super specializzati, ma non basta. Il riposo fisico e mentale è fondamentale, e oggi è impossibile garantirlo».
Il quadro che emerge, come conclude Il Mattino, è chiaro e inquietante: tutti sanno quale sia il problema, nessuno vuole davvero cambiarlo. E intanto, gli infortuni continuano a presentare il conto.
