Hojlund: «Napoli è stata la scelta giusta. Voglio la Champions e il Mondiale»

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CASTEL VOLTURNO – Il talento di Rasmus Hojlund non è più una scommessa intrigante. Otto gol in campionato – solo Lautaro ha fatto meglio – più tre in Champions e uno in Supercoppa. Il centravanti danese si racconta in una lunga intervista concessa a Il Mattino.

Domenica torna a Bergamo, che partita sarà?
«L’Atalanta mi è rimasta nel cuore, ho vissuto una stagione indimenticabile. Ma ora è Napoli che amo. Mi sto godendo quest’anno e sappiamo che ci aspetta una partita importante, sia per noi che per loro. E noi proveremo a vincere, come ogni partita».

È soddisfatto della sua stagione?
«Credo che stia andando tutto come era nelle previsioni, che la mia sia una buona stagione. Ho giocato parecchie partite, sono stato coinvolto in molti gol e aiutato la squadra in ogni aspetto possibile. Mancano tredici partite e continuerò a dare il massimo per raggiungere il traguardo più alto possibile».

Quanto è migliorato con Conte?
«Ho ancora tante cose da imparare e sono certo che Conte è l’allenatore giusto per farmi crescere. Rispetto ad agosto sono un calciatore diverso. Presso sempre forte perché è quello che mi chiede il mister, ma ora gestisco meglio le energie».

La Champions è fondamentale?
«Il Napoli appartiene al club delle grandi squadre. Conquistare la qualificazione è importante per noi e per la società. E i tifosi sognano di tornare a giocarla».

È stato uno choc non entrare nei playoff?
«Ci siamo rimasti male, ma non è stato uno choc. Stavamo attraversando un periodo di difficoltà, giocando ogni tre giorni. Non avevo mai giocato nove volte in 27 giorni».

Gli attaccanti che l’hanno colpita?
«Lukaku è il mio preferito. Poi David sta facendo bene e Lautaro segna sempre tanto. Malen è forte, diverso da me ma particolare».

I difensori più difficili?
«Bremer e N’Dicka».

Sul Var?
«Non è facile fare l’arbitro. Il calcio è come la vita, si può sbagliare. Spero solo che da qui alla fine sbaglino meno quando ci sto di mezzo io».

Come è cambiato rispetto a Bergamo?
«Sono più maturo e più forte fisicamente. Prima ero impaziente, ora gestisco meglio le energie».

Differenze tra Serie A e Premier?
«In Premier si attacca e contrattacca di continuo, conta chi è più fisico. In Italia tutto è più tattico».

Senza infortuni dove poteva essere il Napoli?
«Non si può dire. Mi sarebbe piaciuto giocare con De Bruyne tutta la stagione, ma il calcio è così».

Chi è Conte?
«Mentalmente fortissimo. Un serial winner. Se non vinciamo lo capiamo subito».

Con chi ha legato?
«Con McTominay, lo conosco da Manchester. Anche con Gilmour, Beukema, Spinazzola e Buongiorno».

Sullo scudetto?
«39 punti sono tanti. Nulla è scritto. L’Inter è avanti ma tutto può succedere».

Giocare con il tricolore sul petto?
«È speciale, ma non l’ho vinto io. Mi piacerebbe conquistarne uno in campo».

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