Gazzetta dello Sport: “Napoli furioso”
L’eco della rabbia di Bergamo è arrivato forte fino a Napoli. Vincenzo D’Angelo, inviato a Napoli per la Gazzetta dello Sport, racconta una città irritata e una società pronta a farsi sentire dopo la direzione arbitrale di Chiffi contro l’Atalanta.
Secondo quanto riportato da Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, Antonio Conte ha scelto il silenzio, mentre il ds Giovanni Manna ha parlato pubblicamente. Il presidente Aurelio De Laurentiis, invece, avrebbe espresso in privato tutto il proprio disappunto, inviando un messaggio diretto al numero uno della Figc, Gabriele Gravina.
Il messaggio e il malcontento
Nel pezzo firmato da Vincenzo D’Angelo per la Gazzetta dello Sport si sottolinea come De Laurentiis non abbia chiesto tutele per il Napoli, ma una riflessione più ampia sul sistema arbitrale. Il malcontento, infatti, sarebbe generale: molti club lamentano decisioni controverse in un momento chiave della stagione, tra corsa Champions, salvezza e lotta al vertice.
La direzione di Chiffi a Bergamo – con il rigore prima concesso e poi revocato e il gol annullato a Gutierrez – è stata, secondo D’Angelo su Gazzetta, la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
La vecchia battaglia
Vincenzo D’Angelo ricorda sulla Gazzetta dello Sport una posizione storica di De Laurentiis: gli arbitri di Serie A dovrebbero essere gestiti dalla Lega Calcio e non dalla Federazione. Un modello ispirato alla Premier League, con maggiore autonomia e responsabilità.
«Un arbitro deve essere equidistante», ha ribadito più volte il presidente azzurro in passato. Oggi, secondo l’analisi di D’Angelo sulla Gazzetta, il tema torna centrale: il fermo tecnico non cancella il danno subito dai club, soprattutto quando in palio ci sono obiettivi economici e sportivi pesanti.
Uniformità richiesta
Il Napoli si sente penalizzato da più episodi: il rigore non concesso contro la Juve, le proteste contro Verona e Como, fino al caso Ndicka contro la Roma. A Bergamo, però, si è toccato l’apice della frustrazione.
Come conclude Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, il club azzurro ora chiede almeno uniformità di giudizio. È questo il punto centrale della protesta: non un favore, ma coerenza.
