Gazzetta dello Sport: “Ecco super Santos. Nuovo eroe di Napoli”

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Il Maradona riconosce il talento. Lo impone il nome stesso dello stadio, che pretende bellezza e coraggio. E quando Alisson Santos ha toccato il suo primo pallone in Serie A, qualcosa è scattato sugli spalti. Una freccia che punta l’uomo, accelera, dribbla e accende la fantasia. Sensazioni familiari, senza evocare paragoni ingombranti.

Come racconta Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, nel controllo in velocità e nella ricerca costante dell’uno contro uno di Alisson c’è molto di David Neres. E proprio come il numero 7 – oggi ai box – anche l’ex Sporting sembra avere un destino chiaro: entrare e spaccare le partite.

Specialista del genere, del resto. In Champions League con il club portoghese ha segnato tre gol stagionali, tutti da subentrato. Contro Marsiglia e Athletic reti pesanti, ma il ricordo più caro resta quello contro il Kairat: primo centro europeo, all’esordio. Una tradizione che si sta ripetendo. Al debutto in Serie A, contro la Roma, stop orientato e destro fulminante sotto la curva B. Emozione pura.

Nel suo approfondimento, Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport ricorda anche il precedente di Genova: Alisson pronto a entrare, poi l’espulsione di Juan Jesus cambia i piani di Conte. Delusione evidente, ma spirito di gruppo intatto. Pochi giorni dopo, in Coppa Italia, ecco il primo timbro azzurro ai rigori oltre il 90’. Personalità e orgoglio, subito.

Napoli l’ha scelta senza esitazioni. L’ha sentita sua dal primo contatto, anche quando l’aveva vissuta da avversario, il 1° ottobre in Champions. L’urlo del Maradona resta dentro. Ha lasciato lo Sporting e gli ottavi europei per inseguire un progetto che lo affascina: riportare il Napoli nell’élite continentale.

Conte e Manna lo hanno voluto con convinzione. E lui si è sentito lusingato, come sottolinea ancora Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport: considera il Napoli un top club mondiale, non una tappa di passaggio. L’obiettivo è imporsi in Europa e conquistare la Seleçao. Ancelotti osserva. Il sogno verdeoro è dichiarato.

Cresciuto nel mito di Neymar, in Portogallo è stato accostato a un giovane Leao: per esplosività, per la passione per la musica, per quell’aria da surfista che ondeggia tra gli avversari. A Napoli sono convinti di aver preso un talento pronto a esplodere sotto la guida di Conte.

Passo corto, accelerazione devastante, campo aperto come habitat naturale. E feeling con la porta. Domenica si è commosso sotto gli occhi della madre e del suo migliore amico. Il Maradona ha applaudito.

C’è un potenziale nuovo eroe in città. Ora la parola passa al campo.

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