Fiume Sarno: sequestrato opificio di 240 metri quadrati per inquinamento. Azione contro l’illegalità.

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Sequestro di un’Impresa di Lavorazione del Marmo al Fiume Sarno

Il 12 marzo 2026, il Tribunale di Napoli ha emesso un provvedimento di sequestro nei confronti di un’azienda di lavorazione del marmo sita a Santa Maria la Carità. L’operazione si inserisce in un contesto più ampio di indaginifinalizzate alla salvaguardia ambientale del fiume Sarno, noto per essere uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Europa.

Le indagini sono state condotte dalla squadra USES (Unità Speciale Emergenza Sarno), che opera sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Nel mirino degli inquirenti è finita un’impresa individuale, identificata con le iniziali L.M., che gestisce un capannone di 240 mq dedicato alla lavorazione del marmo.

Stando ai risultati delle indagini, l’impresa realizzava lavorazioni a secco, un processo che genera elevate emissioni di polveri in atmosfera. Queste attività avvenivano senza le necessarie autorizzazioni ambientali, ponendo un serio rischio per la salute pubblica e per l’ambiente circostante. Al termine dell’operazione, tutte le attrezzature utilizzate sono state sequestrate per evitare ulteriori violazioni.


Il Protocollo d’Intesa contro l’Inquinamento del Fiume Sarno

Il provvedimento di sequestro dell’impresa è parte integrante di un protocollo d’intesa siglato il 17 dicembre 2025. Questo accordo coinvolge diverse Procure della Repubblica, tra cui quelle di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, oltre alle Procure Generali delle Corti d’Appello di Napoli e Salerno. All’interno di questo framework, sono attivamente coinvolti anche l’Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) e le forze di polizia giudiziaria competenti per le questioni ambientali.

L’obiettivo primario di questo protocollo è quello di combattere l’inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti, un’azione necessaria per tutelare non solo la fauna e la flora locali, ma anche la salute delle comunità che vivono lungo il corso d’acqua. Il fiume Sarno ha una storia complessa, legata a problematiche ambientali e a interventi di bonifica, e i recenti sviluppi sono una chiara indicazione delle politiche più rigorose adottate dalle autorità per affrontare queste sfide.

Il caso di Santa Maria la Carità non è isolato; altre aziende della zona potrebbero essere soggette a controlli simili, dato che l’attenzione verso il rispetto delle normative ambientali è aumentata considerevolmente nella regione. Le autorità hanno avviato una serie di ispezioni in altri luoghi di lavorazione, per garantire che tutte le attività industriali rispettino gli standard di sostenibilità.


Impatto Sull’Ambiente e sulla Salute Pubblica

Le lavorazioni a secco del marmo possono rilasciare polveri sottili altamente dannose per la salute umana e per l’ambiente. Queste particelle possono causare problematiche respiratorie e contaminare il suolo e le risorse idriche. Gli esperti ritengono che il monitoraggio continuato delle emissioni e delle pratiche industriali sia essenziale per proteggere la qualità dell’aria e mantenere sicure le condizioni sanitarie della popolazione.

Inoltre, il fiume Sarno è un ecosistema fragile che richiede un’attenzione particolare per prevenire danni irreversibili. Le polveri generate dalle lavorazioni non autorizzate possono precipitare nel fiume, alterando la qualità dell’acqua e compromettendo gli habitat che si trovano lungo le sue sponde. La salvaguardia di questo corso d’acqua è vitale non solo per la biodiversità locale, ma anche per le attività agricole della zona, che si basano sull’irrigazione proveniente dal fiume.

In questo contesto, diventa fondamentale sensibilizzare le imprese sui loro obblighi legali e sulle pratiche rispettose dell’ambiente. Le autorità pubbliche dovrebbero implementare programmi di sensibilizzazione e formazione per aiutare gli imprenditori a comprendere l’importanza della sostenibilità nelle loro operazioni quotidiane.

In conclusione, il sequestro dell’azienda di lavorazione del marmo a Santa Maria la Carità evidenzia la determinazione delle autorità nel combattere l’inquinamento e nel proteggere l’ambiente. Le indagini continuano e la comunità rimane in attesa di ulteriori sviluppi, sperando che questa sia una prima di molte azioni tese a ripristinare la salute del fiume Sarno e della regione circostante.

Fonti: Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ARPAC, Ministero dell’Ambiente.

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