Calcio Napoli e cultura Napoletana

Dieci anni fa la conquista della Serie A. Al Marassi è 0-0, Napoli e Genoa possono festeggiare insieme, grazie anche al pari di Piacenza

Racconto di un pomeriggio di trepidazione e gioia. Lo 0-0 finale, regala la Serie A  al Genoa e al Napoli. Al Marassi tripudio di colori e gemellaggio.
Avevo 24 anni, ci riunimmo a casa di amici trasformando quel salotto in un piccolo angolo del settore ospiti dello Stadio Marassi. Già pronti con trombe e bandiere, e tutto ciò che riguardava il Napoli. L’azzurro dominava, la scaramanzia pure. Il collegamento con Piacenza era incessante. Sì, perché quella promozione nella massima serie, passava anche per Piacenza-Triestina. Al Garilli, il Piacenza allenato da Iachini, non doveva vincere. Eravamo tanto napoletani e, all’occorrenza, alabardati.
Al 33 esimo del primo tempo, Degano portò il Piacenza in vantaggio. Quel Genoa tra le mura amiche era sufficientemente ostico per restare tranquilli e fare affidamento in un colpaccio azzurro, ma il pari era ancora un risultato positivo al momento che consolidava la nostra seconda posizione, e condannava il Genoa alla lotteria del Play Off. Ma a ‘mettere le cose a posto’ ci pensò Allegretti al 20 esimo della ripresa. Quell’1-1, con forcing finale dei piacentini, metteva addosso sudore freddo e trepidazione a noi presenti in quel salotto.
Il triplice fischio quasi lo davamo noi. Per l’arbitro Messina volarono ‘benedizioni’ come fossero coriandoli al Carnevale di Venezia. Furono vani i tentativi di Nocerino e company. Al Garilli finì 1-1. E al Marassi poteva iniziare la festa. Un tripudio di colori, azzurro-rossoblù. Tutti uniti in un abbraccio, come ogni gemellaggio che si rispetti. Quella Serie A aveva il sapore della liberazione, dopo sei lunghe stagioni tra inferno e purgatorio. Le strade del napoletano si coloravano dello stesso colore di quel cielo di un estate ormai alle porte. Non certo una conquista memorabile, ma aveva di sicuro, il sapore di una favola.
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