Di Lello: «Var incomprensibile su Chiffi. Stadio? San Giovanni ipotesi concreta, De Laurentiis informato su tutto»
Nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” su Radio CRC è intervenuto Marco Di Lello, avvocato ed ex arbitro, oggi consulente legale Q8. Un intervento ampio, tra polemiche arbitrali e scenari legati al futuro stadio del Napoli.
«Condivido l’AIA su Chiffi, ma il Var è incomprensibile»
Di Lello, da ex direttore di gara, ha analizzato l’operato arbitrale di Atalanta-Napoli:
«Da ex arbitro condivido la lettura dei vertici dell’AIA sull’arbitraggio di Chiffi per quello che è successo in campo. Quello che trovo incomprensibile è la lettura di chi si trova al Var».
Nel mirino l’intervento di Aureliano:
«Il Var dovrebbe sostenere e aiutare l’arbitro nelle decisioni di campo. Invece interviene quando avrebbe potuto non farlo, visto che non c’è un chiaro ed evidente errore. Il contatto c’era e il rigore avrebbe potuto anche non essere tolto».
Parole durissime anche verso i vertici arbitrali:
«Se avessero un po’ di coerenza dovrebbero dimettersi, a partire dal designatore. Nell’ordinamento sportivo esiste la responsabilità oggettiva, qui c’è una responsabilità diretta per chi manda a dirigere gare importanti arbitri non all’altezza. Siamo in una condizione in cui tutti i vertici arbitrali devono essere azzerati».
Stadio e Centro Sportivo: San Giovanni e Bagnoli le opzioni
Ampio spazio anche al tema infrastrutture e al possibile nuovo stadio del Napoli.
Di Lello ha spiegato che l’area dell’ex raffineria Q8 a Napoli Est – 38 ettari – è interessata da un importante intervento di bonifica, tra i più rilevanti in Italia e in Europa, che potrebbe concludersi tra fine 2027 e inizio 2028.
«Il presidente De Laurentiis ha mostrato interesse per quell’area, visitandola e informandosi su costi e opportunità. È seriamente impegnato sia sul Centro Sportivo che sullo stadio».
Secondo il consulente legale Q8, le aree realmente disponibili per investimenti di questo tipo sono due:
Bagnoli, area pubblica ma indietro con le bonifiche;
San Giovanni a Teduccio, zona strategica per collegamenti ferroviari e viabilità (162 bis).
«Una cifra tra 500 e 600 milioni è realistica se si considerano anche le opere nelle aree circostanti. Il modello di riferimento è l’Emirates Stadium di Londra, inserito in un piano di rigenerazione urbana».
Di Lello ha sottolineato la disponibilità dell’amministrazione comunale a sostenere un progetto alternativo al Maradona, qualora il club volesse uno stadio più moderno e performante.
«Se collimano pubblico e privato si può fare tutto»
Sulla trattativa in corso mantiene riservatezza:
«Svolgo la professione di avvocato, ho il dovere di riservatezza. Il presidente è informato su costi e condizioni. Poi saranno i dirigenti Q8 a parlare, perché l’area coinvolge anche i vertici del governo del Kuwait».
Un intervento che intreccia campo e futuro strutturale del club, tra polemiche arbitrali e la prospettiva di una nuova casa per il Napoli.
