Corvino: «Conte lo scoprii a 13 anni. Tornare in Champions per il Napoli sarebbe un’impresa»

Lecce, Crovino: "Avvio stentato del Napoli, qualche giocatore potrebbe avere la pancia piena"

Pantaleo Corvino, storico dirigente del Lecce e grande scopritore di talenti, ha raccontato alcuni aneddoti su Antonio Conte e ha analizzato la stagione del Napoli in un’intervista rilasciata a Pino Taormina per Il Mattino. Nel colloquio con Pino Taormina su Il Mattino, Corvino ha parlato del primo incontro con Conte, delle difficoltà del calcio italiano e della sfida tra Napoli e Lecce.

«Scoprii Conte quando aveva 13 anni»

Corvino ha ricordato il primo incontro con Antonio Conte, quando il futuro allenatore del Napoli era ancora giovanissimo.

«Aveva 13 anni, non so neppure io come convinsi il padre Cosimino a dirmi di sì perché temeva che per venire a giocare con me studiasse di meno».

Come racconta Pino Taormina su Il Mattino, il trasferimento però non si concretizzò per un episodio curioso.

«Colpa di un mio collaboratore. Gli chiesi di andare a prenderlo con il pulmino per il primo allenamento, ma lo lasciò a piedi perché non c’era posto a bordo. Il padre non mi perdonò quello sgarbo».

Nonostante tutto, Corvino aveva già intuito il talento del giovane Conte.

«A quell’età ti colpisce il talento oppure quello che intravedi. In lui vedevo personalità, dinamismo e intensità».

Il rapporto con Conte

Nel corso dell’intervista a Pino Taormina su Il Mattino, Corvino ha spiegato anche il rapporto professionale costruito negli anni con l’attuale tecnico del Napoli.

«Ha fatto suo uno dei miei dogmi calcistici: puoi sbagliare moglie, ma non l’attaccante o il portiere».

Una filosofia che secondo il dirigente salentino continua a essere valida anche oggi.

Napoli e la stagione di Conte

Corvino ha poi parlato del lavoro svolto da Conte sulla panchina azzurra.

Come riportato da Pino Taormina su Il Mattino, il dirigente ha sottolineato le difficoltà affrontate dal Napoli durante la stagione.

«Considerando l’infinita serie di infortuni e gli episodi sfortunati, anche questo terzo posto vale lo scudetto».

Secondo Corvino, centrare la qualificazione alla Champions League sarebbe comunque un risultato di grande valore.

«Vincere al Sud è mille volte più difficile che altrove. Tornare in Champions sarebbe una grande impresa per il Napoli».

Napoli-Lecce, sfida impari

Corvino ha poi commentato la partita in programma al Maradona.

«Sarà la sfida tra una corazzata e un cacciatorpediniere».

Il dirigente del Lecce ha sottolineato anche quanto sia cambiata la lotta salvezza rispetto alla scorsa stagione.

«L’anno scorso con 31 punti c’era la salvezza, quest’anno con 27 è ancora lontanissima».

Il problema del calcio italiano

Nell’intervista concessa a Pino Taormina su Il Mattino, Corvino ha parlato anche del momento difficile delle squadre italiane in Europa.

«Non credo che sia un problema di strutture. Il vero nodo è la qualità dei nostri ragazzi e il loro approccio al lavoro».

Per questo motivo il dirigente insiste molto sulla valorizzazione dei giovani.

«Le società sono aziende e devono puntare alla sostenibilità. L’unica strada è investire nei giovani e valorizzarli».

Il mercato e Tiago Gabriel

Infine Corvino ha evitato di sbilanciarsi sul futuro del difensore Tiago Gabriel, accostato al Napoli.

«È presto per dirlo. Pensiamo al presente».