Caso Parlato-Criscitiello: il Tribunale dà ragione a Sportitalia

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Si chiude definitivamente il caso legato al licenziamento in diretta televisiva di Manuel Parlato da Sportitalia, diventato un vero e proprio caso nazionale un anno fa. Il Tribunale ha infatti respinto il ricorso presentato dal giornalista napoletano contro la decisione presa dall’emittente, allora guidata da Michele Criscitiello.

Il licenziamento risaliva a una puntata in cui Parlato aveva criticato l’atteggiamento ritenuto provocatorio di Tancredi Palmeri nei confronti dei tifosi del Napoli. Un episodio che scatenò un ampio dibattito mediatico e portò il giornalista a impugnare il provvedimento davanti al giudice del lavoro.

Con la sentenza n. 462/2026, il Tribunale ha messo fine alla vicenda, stabilendo in modo netto la legittimità del licenziamento. Tutte le istanze presentate da Parlato sono state rigettate. Non solo: il giornalista è stato anche condannato al pagamento delle spese legali in favore di Italia Sport Communication, società editrice di Sportitalia.

L’importo complessivo ammonta a 6.000 euro, oltre IVA, CPA e spese generali. Una decisione che rafforza la posizione dell’emittente e chiude un contenzioso che per mesi ha alimentato polemiche e prese di posizione nel mondo dell’informazione sportiva.

Con questo verdetto, la vicenda Parlato-Criscitiello entra ufficialmente negli archivi giudiziari, lasciando però un segno nel dibattito sui rapporti tra libertà di espressione, linea editoriale e gestione dei media sportivi.