Caso Sportitalia, Parlato chiarisce: «Sentenza di primo grado, nessuna richiesta di reintegro»

Screenshot 2026-01-30 175421

Manuel Parlato rompe il silenzio e interviene pubblicamente sulla vicenda del suo licenziamento da Sportitalia, risalente a circa un anno fa e recentemente oggetto di una sentenza del Tribunale di Milano. In una nota diffusa sui social, il giornalista precisa alcuni passaggi che, a suo dire, sarebbero stati riportati in modo inesatto da parte dell’informazione.

«Ho appreso l’esito della sentenza dai social network e da diversi siti d’informazione, prima ancora che dal mio legale», scrive Parlato, spiegando di aver letto ricostruzioni «inesatte e fuorvianti», in particolare sull’ipotesi di una sua presunta richiesta di reintegro a Sportitalia. «Circostanza che non corrisponde al vero», chiarisce.

Secondo quanto ricostruito dal giornalista, sarebbe stata invece la controparte a proporgli un rientro in azienda, proposta da lui rifiutata «per ovvie ragioni». Nel corso della prima udienza, il giudice del Tribunale di Milano Julie Martini avrebbe avanzato un’ipotesi transattiva con un risarcimento pari a 40 mila euro. Dopo il rifiuto di entrambe le parti, il giudice si sarebbe riservato la decisione.

Parlato afferma inoltre di aver depositato materiale video e documentazione cartacea per dimostrare la natura del rapporto di lavoro e le modalità del licenziamento, chiedendo anche l’audizione di diversi testimoni. «Tali prove e le relative audizioni non sono state ammesse», sottolinea.

Il punto centrale della precisazione riguarda la natura della decisione giudiziaria. «È fondamentale precisare che il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza di primo grado, non un verdetto definitivo», evidenzia Parlato, ricordando che l’ordinamento giuridico italiano prevede tre gradi di giudizio.

«Ero e sono consapevole di essere Davide contro Golia», conclude il giornalista, richiamando la disparità di mezzi e risorse e lasciando intendere la volontà di proseguire il percorso legale nei successivi gradi di giudizio.