Gazzetta dello Sport: “Kevin, alta fedeltà. Resta a Napoli anche senza Conte”
NAPOLI – Increduli ieri, increduli oggi. Perché Kevin De Bruyne non è solo un calciatore, ma un evento. Come racconta Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, il suo arrivo al Napoli ha avuto il sapore di qualcosa di straordinario, quasi irreale, confermato da lampi di classe che hanno lasciato il segno nonostante un utilizzo limitato.
In 11 presenze tra campionato e Champions League, il belga ha messo insieme quattro gol e due assist, prima che l’infortunio del 25 ottobre interrompesse bruscamente il suo percorso. Da quel momento, 28 partite saltate e un’assenza pesantissima per una squadra che avrebbe voluto goderselo appieno, come sottolinea Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport.
Eppure, la storia non è finita. De Bruyne ha ancora tempo per riscriverla, con un altro anno di contratto già garantito e la consapevolezza di rappresentare il cuore tecnico più raffinato di questo Napoli. È lui la sintesi perfetta tra fantasia, eleganza e leadership, un giocatore capace di cambiare volto alla squadra con la sola presenza, come evidenzia Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport.
Lo stesso belga, intervenuto a Radio Crc, ha fissato l’obiettivo: «Dobbiamo vincere per qualificarci. Abbiamo conquistato molti punti nelle ultime gare, anche se non siamo riusciti a prenderne tre a Parma. Contro squadre che difendono basse bisogna trovare gli spazi giusti». Parole che raccontano lucidità ed esperienza, fondamentali in questo finale di stagione.
I numeri della carriera parlano chiaro: 99 gol nei cinque principali campionati europei. Un traguardo simbolico a un passo, costruito tra Werder Brema, Wolfsburg, Manchester City e ora Napoli, dove il conto è fermo a quattro reti. Manca ancora un gol su azione in Serie A, con le marcature arrivate finora tra rigori e punizioni.
Ma oltre ai numeri, c’è l’impatto sulla squadra. Dal suo rientro, cinque partite fa contro il Torino, il Napoli non ha mai perso, raccogliendo tredici punti decisivi nella corsa Champions. Un rendimento che ha permesso agli azzurri di rilanciarsi, superare il Milan e rimettere in piedi una stagione complicata.
La sua presenza esalta anche il potenziale offensivo dei cosiddetti Fab Four: «C’è molta qualità quando giochiamo tutti insieme», ha ammesso. E non è un caso che con De Bruyne in campo il Napoli sembri più fluido, più pericoloso, più completo.
Il futuro resta tutto da definire, tra le valutazioni su Conte e le strategie societarie, ma una certezza c’è: con De Bruyne, il Napoli ha un punto di riferimento tecnico e simbolico da cui ripartire.
Perché certi giocatori non passano. Restano. E fanno la differenza.
