Gazzetta dello Sport: “Un Napoli mai visto”
NAPOLI – Doveva essere la stagione dei “Fantastici 4”, il centrocampo dei sogni costruito da Antonio Conte per provare a centrare uno storico bis scudetto. Invece il Napoli si presenta alla sfida contro il Torino senza nessuno dei suoi quattro uomini chiave della mediana. Come racconta Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, quello dei Fab Four resta ormai un progetto incompiuto.
Il piano di Conte era chiaro: un 4-1-4-1 con Lobotka davanti alla difesa e Anguissa, McTominay e De Bruyne alle spalle della punta, pronti a garantire equilibrio, qualità e inserimenti offensivi. Un sistema studiato per rendere il Napoli ancora dominante dopo lo scudetto. Tuttavia, secondo Vincenzo D’Angelo della Gazzetta dello Sport, gli infortuni hanno smontato progressivamente quel progetto.
Contro il Torino nessuno dei quattro sarà titolare e per la prima volta in stagione Conte dovrà rinunciare contemporaneamente a tutti i pilastri del centrocampo. L’ultimo a fermarsi è stato Lobotka, colpito da un sovraccarico muscolare dopo la gara di Verona. Un problema che suggerisce prudenza e che riapre l’emergenza in mezzo al campo.
In questa situazione toccherà a Billy Gilmour prendere le chiavi del gioco. Lo scozzese non è un clone di Lobotka ma da tempo rappresenta l’unico vero alter ego del regista slovacco. Come sottolinea Vincenzo D’Angelo nel suo approfondimento sulla Gazzetta dello Sport, Conte lo ha voluto fortemente a Napoli nell’estate del 2024 dopo averlo osservato con il Brighton.
Gilmour ha caratteristiche diverse rispetto a Lobotka: meno prestigiatore nello stretto ma più incline alla giocata lunga e ai cambi di gioco immediati. Un tipo di regia che, nell’idea tattica di Conte, può diventare un valore aggiunto. Cresciuto in Premier League, lo scozzese porta con sé ritmo, intensità e personalità.
Il vero dubbio riguarda la condizione fisica. Gilmour non parte titolare dal 28 ottobre, nella vittoria del Napoli a Lecce. Poi l’operazione per risolvere una pubalgia lo ha tenuto fermo per quasi quattro mesi. Il rientro è arrivato con la Roma, mentre a Bergamo è rimasto in panchina e a Verona è entrato nel finale insieme a Lukaku.
L’emergenza del Napoli nasce da una lunga catena di infortuni. Lobotka era stato il primo a fermarsi a ottobre, poi era toccato a De Bruyne dopo il rigore segnato contro l’Inter, quando il belga aveva riportato una lesione al bicipite femorale della coscia destra. Poco dopo era arrivato anche il grave stop di Anguissa, fermato da una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra. Come ricorda Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, questi infortuni hanno privato Conte dei suoi uomini più importanti proprio nel cuore della stagione.
Domani sia Anguissa sia De Bruyne potrebbero tornare tra i convocati e accomodarsi in panchina. Un rientro graduale, con la possibilità di concedere loro qualche minuto nella ripresa se le condizioni lo permetteranno. Situazione diversa invece per McTominay, ancora alle prese con un’infiammazione al gluteo che lo tiene fermo da oltre un mese.
Nel frattempo Conte deve inventare nuove soluzioni. Elmas è stato arretrato in mezzo al campo e da trequartista si è trasformato in un centrocampista centrale di necessità, chiamato a correre, pressare e costruire gioco dal basso. Anche Vergara rappresenta una risorsa preziosa, capace di abbassarsi e dare una mano in fase di impostazione.
Secondo Vincenzo D’Angelo della Gazzetta dello Sport, il Napoli è ormai abituato a convivere con l’emergenza e continua a reinventarsi settimana dopo settimana. Contro il Torino si vedrà una squadra diversa dal progetto iniziale dei Fab Four, ma non per questo meno competitiva.
