Delio Rossi: «Per il Napoli la Champions è l’unico obiettivo. Conte ha molti alibi»

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L’allenatore Delio Rossi è intervenuto ai microfoni di “Febbre a 90”, trasmissione in onda su Vikonos Web Radio/Tv, analizzando il momento del Napoli, la corsa alla Champions League e alcuni temi legati al calcio moderno.

«La stagione del Napoli si giudicherà a fine campionato»

Secondo Rossi, il traguardo minimo per gli azzurri deve essere la qualificazione alla prossima Champions League.

«Il campionato si deciderà ad aprile, per il Napoli l’obiettivo deve essere solo quello di centrare la Champions, altrimenti sarà un’annata fallimentare. Secondo posto o quarto non importa, gli azzurri devono entrare in Europa».

L’ex tecnico ha anche difeso il lavoro di Antonio Conte, sottolineando come la stagione sia stata pesantemente condizionata dagli infortuni.

«Antonio Conte ha molti alibi, in una stagione ci sta che ogni tanto qualche giocatore si infortuni, non ci sta invece che ci siano così tanti lungodegenti, soprattutto in un solo reparto. Il centrocampo del Napoli è stato falcidiato dalle assenze, questo ha condizionato la stagione perché hanno giocato sempre gli stessi e Conte ha giustamente cercato nuove formule, a volte riuscendoci in pieno, a volte meno».

Rossi ha poi ricordato il recente riconoscimento ottenuto dall’allenatore azzurro.

«Antonio ha fatto un grande lavoro, poco tempo fa del resto abbiamo festeggiato la sua Panchina d’Oro. Per dare un giudizio veritiero sulla stagione del Napoli dobbiamo aspettare la fine del campionato, poi si valuterà ciò che ha funzionato e ciò che non è andato, perché non credo che proprio tutto sia frutto delle casualità».

«Il calcio è cambiato: troppi impegni e più velocità»

Rossi ha anche riflettuto sull’evoluzione del calcio moderno e sull’aumento degli infortuni.

«A proposito degli infortuni, il calcio è cambiato. Diminuisce lo spazio-tempo, si vede meno tecnica e più velocità, non si può pensare di giocare sessanta partite tenendo la stessa condizione».

Secondo l’allenatore, il futuro del lavoro atletico passerà soprattutto da altri aspetti.

«Credo che la nuova frontiera non migliorerà gli allenamenti, ma il lavoro su psicologia e alimentazione, non penso si possa migliorare la condizione fisica».

«VAR a chiamata? Il problema è il protocollo»

Nel corso dell’intervento Rossi ha parlato anche dell’utilizzo del VAR, citando la sua esperienza in Serie C.

«VAR a chiamata? L’ho sperimentato in Serie C, devo dire che teoricamente è giusto, poi in pratica non ha la sua attuazione perché l’arbitro non va a sconfessare se stesso».

Secondo Rossi, il vero nodo riguarda il funzionamento del sistema.

«Il problema non è il VAR in sé, ma il protocollo che deve essere univoco, si può intervenire in una sola maniera e poi chi fa il VAR deve specializzarsi solo in questo. Oltretutto in uno sport fatto da professionisti, sarei per l’utilizzo di arbitri professionisti».

«Corsa Champions aperta fino all’ultima giornata»

Infine Rossi ha parlato della lotta per i posti europei, che secondo lui resterà incerta fino alla fine.

«Corsa Champions? Se la giocano dal Milan alla Juve, potenzialmente anche l’Atalanta, ci sarà un’altalena fino all’ultima giornata».

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