Viaggio nel ventre di Partenope: Napoli Sotterranea si svela tra storia, misteri e orti ipogei

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Quaranta metri sotto il calpestio frenetico di via dei Tribunali esiste una città speculare, silenziosa e monumentale, che custodisce 2.400 anni di segreti. È la Napoli Sotterranea, il percorso ufficiale autorizzato che attraversa il ventre di tufo della metropoli campana. Un’esperienza che non è solo una visita turistica, ma un vero e proprio viaggio nel tempo che parte dall’epoca greca per arrivare ai tragici giorni della Seconda Guerra Mondiale, offrendo oggi anche spunti di innovazione scientifica con esperimenti di botanica nel sottosuolo.

Dalle cave greche ai rifugi antiaerei: la memoria nel tufo

Il percorso, gestito dall’Associazione Napoli Sotterranea, inizia con la discesa di 136 gradini che conducono nel cuore delle antiche cave di tufo. Qui, nel IV secolo a.C., i greci iniziarono a scavare il materiale per edificare le mura e i templi della Neapolis. Successivamente, in epoca romana, queste cavità furono trasformate in un complesso sistema di acquedotti, rimasto in funzione fino alla metà del XIX secolo.

Le ampie cisterne e i cunicoli stretti (questi ultimi facoltativi per chi non ama gli spazi angusti) raccontano però anche una storia più recente e drammatica. Durante il secondo conflitto mondiale, questi spazi furono adattati a rifugi antiaerei per proteggere la popolazione dai bombardamenti. Tra le mura è ancora possibile scorgere graffiti, resti di giocattoli e piccoli oggetti quotidiani che testimoniano la vita sospesa di migliaia di napoletani nel buio della terra.

Innovazione nel buio: gli Orti Ipogei e il Teatro Romano

Napoli Sotterranea non è solo un museo della memoria, ma un laboratorio vivente. Uno dei punti di forza del tour è rappresentato dagli Orti Ipogei, un esperimento di coltivazione in assenza di luce solare dove, grazie a sistemi di illuminazione artificiale e monitoraggio dell’umidità, crescono rigogliose piante di basilico e altre essenze. Un progetto che unisce la geologia millenaria alla moderna sostenibilità.

Il viaggio prosegue poi con una scoperta sorprendente che si intreccia con il tessuto urbano di superficie: i resti del Teatro Greco-Romano di Neapolis. L’accesso avviene in modo quasi magico attraverso un “basso” napoletano (una tipica abitazione a livello strada), dove, spostando un letto, si rivela l’accesso alle murature originali in opus reticulatum del luogo dove si esibì persino l’imperatore Nerone.

Informazioni pratiche per la discesa nel sottosuolo

Per i visitatori e i cittadini che desiderano scoprire questa “altra faccia” di Napoli, l’ingresso ufficiale si trova in Piazza San Gaetano 68, nel cuore del centro storico. Le escursioni, della durata di circa due ore, sono condotte da guide esperte che illustrano anche le figure leggendarie legate a questi luoghi, come il celebre “pozzaro”, figura storica che ha alimentato il mito napoletano del Munaciello.

La visita è sconsigliata a chi soffre di gravi forme di claustrofobia, sebbene la maggior parte del percorso si snodi in ampi ambienti areati. È consigliato l’uso di scarpe comode e, data la temperatura costante di circa 17 gradi tutto l’anno, un abbigliamento adatto all’escursione termica, specialmente nei mesi estivi.