Chiariello contro la narrazione del “furto”: «Vergara strumentalizzato, mistificazione indecente»

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Duro affondo di Umberto Chiariello contro quella che definisce una pericolosa deriva mediatica nel racconto dell’episodio chiave di Genoa-Napoli. Nel suo consueto editoriale in diretta su Radio CRC, Chiariello ha criticato apertamente il clima che si è creato attorno al rigore assegnato da Massa nei minuti finali e, soprattutto, l’utilizzo delle parole di Antonio Vergara come presunta prova di una “simulazione”.

Secondo Umberto Chiariello su Radio CRC, «non è accettabile la mistificazione e il linciaggio mediatico che sta partendo sul povero Vergara», con un riferimento esplicito al rischio che l’audio venga strumentalizzato per costruire la tesi di un furto arbitrale. Un’operazione che il giornalista definisce senza mezzi termini «indecente».

Nel mirino finiscono anche le prese di posizione di alcuni allenatori. Chiariello, intervenendo su Radio CRC, si dice stupito dall’atteggiamento di Gian Piero Gasperini, ricordando come il tecnico sia storicamente uno dei più duri per comportamento in panchina: «Fa sorridere che oggi parli di lotta ai simulatori», osserva, sottolineando la contraddizione tra passato e presente. Non manca un riferimento anche a Luciano Spalletti, definito provocatoriamente “neofilosofo postmoderno”, inserito nello stesso filone di dichiarazioni che hanno alimentato la polemica.

A fare eccezione, secondo Umberto Chiariello ai microfoni di Radio CRC, è stato Daniele De Rossi. L’allenatore della Roma, pur lamentandosi dell’episodio, ha ammesso che a parti invertite anche la sua squadra avrebbe reclamato il rigore. «L’unico corretto è stato De Rossi», afferma Chiariello, attribuendo questa lucidità al fatto di essere ancora “non contaminato” dalle dinamiche di lungo corso del calcio italiano.

Il bersaglio finale dell’editoriale resta però la costruzione di una narrazione tossica, che rischia di colpire un giovane calciatore. Chiariello ribadisce su Radio CRC che il problema non sono arbitri o VAR, ma «chi sta ai piani alti», invocando regole chiare e meno interpretazioni. «Usare Vergara per far credere che a Genova si sia consumato un furto – conclude – è qualcosa che non ci rappresenta».

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