Il Mattino: “Napoli, la Coppa come conferma: Conte sfida il Como tra dubbi, assenze e voglia di autorevolezza”
Il Napoli campione d’Italia, oggi terzo in classifica, continua a trasmettere la sensazione di una squadra che ha ancora qualcosa da chiarire prima di tutto con sé stessa. Un bisogno costante di conferme, di spiegazioni, di dimostrazioni. La sfida di questa sera contro il Como, valida per i quarti di finale di Coppa Italia, diventa così molto più di una semplice partita a eliminazione diretta. Lo scrive Pino Taormina su Il Mattino, raccontando un ambiente che vive ogni appuntamento come un esame di maturità.
La qualificazione alla semifinale, che manca da cinque anni, rappresenterebbe non solo un traguardo stagionale di grande valore, ma anche un segnale di solidità dopo mesi segnati da problemi, infortuni e continue emergenze. Eliminare il Como di Fabregas, ambizioso e spregiudicato, rafforzerebbe ulteriormente la dimensione del Napoli di Conte, ancora in cerca di quella definitiva autorevolezza che sembra sempre a un passo, ma mai del tutto acquisita.
A Castel Volturno, sottolinea Taormina su Il Mattino, tutto appare perennemente provvisorio, nonostante la fama vincente di Conte. Alla vigilia, però, una certezza è arrivata: Scott McTominay non verrà rischiato. L’infiammazione all’ischiocrurale è più seria delle precedenti e lo staff medico ha invitato alla massima prudenza. La tentazione di non rinunciare mai al centrocampista scozzese è forte, ma questa volta ha prevalso il buon senso. E non è nemmeno scontata la sua presenza domenica contro la Roma.
Se qualcuno si ferma, altri rientrano. Conte ritrova Milinkovic-Savic, Politano e Mazzocchi, risorse preziose per affrontare una gara che si preannuncia intensa. Al Maradona sono attesi poco meno di 50mila spettatori: quasi sold-out per una competizione dalla formula considerata ormai datata, ma rilanciata dalla politica dei prezzi popolari adottata dal club. Un segnale chiaro di quanto la Coppa Italia, a questo punto della stagione, possa iniziare davvero a far gola.
Conte ha avuto poco tempo per preparare la sfida, appena una giornata di lavoro dopo la vittoria sofferta contro il Genoa. Eppure, come evidenzia ancora Il Mattino, il Napoli va a caccia di conferme come se ne avesse sempre bisogno, come se non bastassero classifica e risultati. La Coppa potrebbe diventare un obiettivo concreto, anche perché regalerebbe una semifinale di altissimo livello contro l’Inter, dal sapore di una nuova, eterna rivincita.
Qualcosa, però, cambierà. Non per scelta spettacolare, ma per protezione. L’escluso eccellente sarà Alessandro Buongiorno: la prestazione choc di sabato lo ha scosso e un altro errore ravvicinato rischierebbe di comprometterne definitivamente la serenità. Il difensore manda segnali di reazione sui social – «Pe’ sta maglia nun se molla!» – ma Conte preferisce tutelarlo. Al suo posto spazio a Beukema come braccetto di destra nella difesa a tre, una soluzione invocata da tempo.
Tra i pali torna Milinkovic-Savic. A centrocampo Mazzocchi è favorito, con Politano pronto a subentrare: una sorta di passaggio di testimone sulla corsia. In mezzo al campo sarà Elmas ad arretrare al fianco di Lobotka, come già visto nel secondo tempo di Marassi.
La vera novità, però, è davanti. Nel 3-4-2-1 che può trasformarsi anche in 3-5-2, Conte lancia dal primo minuto Giovane, affiancato da Vergara alle spalle di Hojlund. Tre attaccanti classe 2002 e 2003: un manifesto della giovane generazione del campionato italiano. Un Napoli che non cambia nella filosofia, ma che deve dimostrare di saper andare oltre l’emergenza e l’assenza dei suoi uomini simbolo.
Il Napoli è convinto di poter andare avanti. Non ha paura. E, soprattutto, non può permettersi di averne.
