Vergara: “Per lo scudetto c’è anche il Napoli”
Due gol in tre giorni, Chelsea e Fiorentina al tappeto: Antonio non è più una sorpresa
A sorprendere non sono i gol, quelli Antonio Vergara li ha sempre saputi fare. A colpire, semmai, è la naturalezza con cui un ragazzo alla sesta partita consecutiva da titolare tra i grandi sa già dove si trova la porta, anche senza guardarla. La prontezza, il mirino nel piede, quel suono secco del pallone che entra – “pah” – avvertito fin dalle tribune. È il racconto di Gennaro Arpaia su Il Mattino, che fotografa l’ascesa improvvisa e fragorosa del talento napoletano.
In tre giorni Vergara si è preso la città: prima il gol immaginifico al Chelsea, poi un’altra perla contro la Fiorentina. Dalla Curva B alla Curva B, sempre lì, come se quella fosse ormai la sua porta di riferimento. Come sottolinea ancora Il Mattino, non c’è arroganza nel suo modo di stare in campo, ma una sicurezza lucida, figlia di chi sa cosa può fare.
«Mi gira la testa dopo queste due partite? Assolutamente no», scherza Vergara ai microfoni di DAZN, dopo aver chiesto il cambio solo per un colpo al volto. Niente di grave, premio di MVP in tasca e sorriso largo. Un mese fa nessuno avrebbe immaginato questo scenario, eppure – come scrive Gennaro Arpaia sul Mattino – nella testa di Antonio non è cambiato nulla: Frattamaggiore è casa sua, il Napoli resta il sogno di sempre.
Conte gli ha chiesto una mano e lui risponde presente. «Non mi aspettavo due gol di fila, ma penso di stare aiutando la squadra», dice. Parole semplici, ma pesanti. L’esultanza dopo il gol è anche un messaggio al suo allenatore, l’uomo che gli ha dato fiducia in mezzo all’emergenza, come evidenzia Il Mattino.
La Lega Serie A lo ha definito “enfant prodige”, ma qui il punto è un altro. Vergara ha 23 anni, non è un bambino. In altri contesti europei sarebbe già da anni una certezza. Come osserva Arpaia su Il Mattino, il tema non è “spazio ai giovani”, ma “spazio ai bravi”. E Vergara lo è da sempre, da quando a dieci anni entrò nel vivaio del Napoli sotto la gestione De Laurentiis.
Il presidente lo ha applaudito convinto al Maradona. Bravo con i piedi e con le parole:
«Scudetto? Pensiamo a giocare bene una partita alla volta, poi vediamo lassù cosa fanno».
È il pensiero di Antonio, ma sembra quello di Conte e di tutta Napoli: niente alibi, niente resa. Senza Champions, con l’infermeria piena, ma con la volontà di restare in piedi.
Come conclude Il Mattino, il Napoli è come un pugile alle corde che rifiuta il ko. E per continuare a provarci ha bisogno della fantasia, dell’estro e della sfacciataggine di chi non si impone limiti. Ha bisogno ancora di Antonio Vergara.
