Sam Querrey: un boicottaggio agli Slam non avrebbe successo. Ecco perché.

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Il Dibattito sulle Boycott tra i Giocatori prima del Roland Garros

Mentre l’attesa cresce per il grande evento del tennis, il Roland Garros, le discussioni sui potenziali boicottaggi dei giocatori stanno sollevando interrogativi importanti sul futuro del torneo. Aryna Sabalenka, attualmente al primo posto nella classifica WTA, ha recentemente avanzato l’idea che i giocatori più in vista potrebbero decidere di saltare i tornei del Grande Slam a causa delle problematiche legate al premio in denaro. Secondo Sabalenka, la disparità nella distribuzione delle entrate rappresenta un motivo di seria preoccupazione.

Elena Rybakina si è unita alla conversazione, dichiarando di essere favorevole a un possibile boicottaggio, mentre il numero uno dell’ATP, Jannik Sinner, ha fatto sapere di non sentirsi rispettato dai tornei del Grande Slam. L’ex direttore del Roland Garros, Guy Forget, ha espresso scetticismo riguardo all’efficacia di un boicottaggio, a cui ora anche Sam Querrey ha deciso di dare il suo contributo.


La Proposta di Sam Querrey su una Possibile Mobilitazione

Durante la sua partecipazione al “Nothing Major Show”, Sam Querrey ha sottolineato l’importanza dell’unità tra i giocatori per portare avanti una reale protesta. Ha affermato che il dato del 14,9% della quota di entrate distribuita come premio in denaro è “imbarazzante”. Querrey ha chiarito che senza un accordo tra tutti i giocatori, compresi quelli di rango più basso, non ci sarebbe alcuna possibilità che ci sia un cambiamento significativo nella distribuzione dei premi.

“La verità è che se i giocatori non si uniscono, non accadrà nulla. Hanno bisogno di avere tutti i giocatori, da 1 a 200, sulla stessa lunghezza d’onda. Dobbiamo dire che non giocheremo al Roland Garros o in altri tornei se vogliamo vedere un cambiamento”, ha detto Querrey. È un punto cruciale: è necessario che ci sia una mobilitazione collettiva affinché le richieste dei giocatori vengano ascoltate.

Tuttavia, il tempo stringe per organizzare un’azione così vasta, considerando che il torneo si avvicina rapidamente.


Il Premio in Denaro nei Tornei del Grande Slam

Molti atleti sono delusi dalla attuale distribuzione del premio in denaro nei tornei del Grande Slam, nonostante le cifre complessive siano impressionanti. Il Roland Garros ha recentemente annunciato un aumento del 9,8% nel suo fondo premi per quest’anno, portando il totale a €61,7 milioni (circa $72,1 milioni). D’altra parte, quest’anno l’Australian Open ha raggiunto un nuovo record con AUD $111,5 milioni (circa $74,9 milioni), una crescita quasi del 16% rispetto all’anno precedente.

Allo stesso modo, Wimbledon ha aumentato il proprio montepremi del 7%, raggiungendo £53,5 milioni (circa $72,7 milioni), mentre il US Open del 2025 ha previsto $90 milioni, con un incremento del 20% rispetto all’anno scorso. Nonostante queste cifre altisonanti, i giocatori di vertice sono sempre più concentrati sulla richiesta di una percentuale maggiore delle entrate generate da questi eventi.

Oltre al premio in denaro, i giocatori stanno richiedendo migliori contributi ai benefici e una maggiore influenza su questioni come i calendari ATP e WTA. È evidente che la questione della redistribuzione delle risorse e della giustizia economica rimane centrale nei discorsi dei tennisti.


Il tennis professionistico, con la sua visibilità e attrattiva, continua a crescere, ma la questione della giustizia economica per i giocatori è fondamentale per garantire un ambiente equo e prospero. Le voci di Sabalenka, Rybakina, Sinner e Querrey stanno gettando luce su problematiche che potrebbero plasmare il futuro del tennis.

Fonti:

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