Nella notte più amara si scopre una stella. La gara show di Vergara svela l’ultimo errore

bambino ritiro napoli

Il Napoli esce dall’Europa e dalla Champions League con una ferita ancora aperta, ma anche con una consapevolezza nuova. Tra i tanti errori di una stagione segnata da scelte discutibili e da un’emergenza infortuni mai davvero spiegata, la notte del Maradona ha restituito agli azzurri un patrimonio che sembrava smarrito: Antonio Vergara. È questo il senso profondo dell’eliminazione raccontata da Antonio Corbo su Repubblica Napoli, una sconfitta che lascia un premio di consolazione dal valore enorme.

Vergara, escluso, bruciato, destinato altrove, si è imposto per necessità e ha risposto con una prestazione di ribellione pura. Come sottolinea Antonio Corbo su Repubblica Napoli, il Napoli ha lottato fino in fondo, rendendo ancora più amaro l’addio alla Champions, ma dimostrando che proprio nella partita più importante dell’anno non meritava una sberla così dura.

La gara si spacca nel minuto 17, quando il fallo di mano di Juan Jesus concede al Chelsea il rigore dell’incubo. In quel momento, scrive ancora Corbo su Repubblica Napoli, il Napoli avrebbe potuto smarrirsi nel buio del calcio europeo, sprofondare nella classifica Champions e lasciarsi andare. Invece no. Questa squadra, con gambe infedeli ma con un cuore enorme, reagisce senza concedersi neppure un attimo per piangere o riflettere.

La partita vera nasce dentro la partita. Il Napoli stringe i denti e approfitta di un Chelsea disposto male da Liam Rosenior, tecnico giovane e forse acerbo. Il cambio difensivo degli inglesi – James e Fofana – non risolve i problemi, anzi apre spiragli. Højlund spaventa, Fofana sbanda, Cucurella va in affanno. È lì che gli azzurri prendono possesso della gara.

E soprattutto è lì che esplode Antonio Vergara, il ragazzo di Frattaminore che fino a pochi giorni prima compariva solo nelle note di mercato, destinato a “maturare altrove” come tanti talenti persi per strada. Il suo gol, una veronica che manda fuori tempo Fofana prima del sinistro, è una fiammata che accende tutta la squadra. Come scrive Antonio Corbo su Repubblica Napoli, è forse il gol più bello nella galleria fotografica del Napoli campione d’Italia.

Attorno a Vergara emergono anche altre rivincite silenziose. Olivera, troppo spesso messo in ombra da un mercato miope, cresce e diventa decisivo, firmando l’assist per Højlund che regala l’illusione più crudele. Bene quasi tutti, ma Olivera più degli altri. Il Napoli, però, ha trasformato questa stagione in una sorta di roulette russa, pagando un masochismo imperdonabile, come evidenziato ancora da Repubblica Napoli.

Il Chelsea, però, resta una squadra di rango della Premier. Rosenior capisce che deve cambiare e inserisce Palmer, mentre Caicedo non nasconde la frustrazione per l’atteggiamento arrendevole dei compagni. Gli inglesi crescono, vincono le seconde palle, approfittano delle pause azzurre. Juan Jesus va in difficoltà, Conte interviene con Buongiorno e Gutierrez, ma l’inerzia ormai è cambiata. Il pareggio di João Pedro è nell’aria.

L’ingresso di Lukaku diventa simbolo di una resa inevitabile, coincidenza amara che racconta una delle grandi sventure dei campioni. Il Napoli saluta l’Europa così, sconfitto ma non umiliato. E se l’eliminazione pesa, resta una certezza: Antonio Vergara c’è, ed è forse l’eredità più preziosa di una Champions finita male, come conclude Antonio Corbo su Repubblica Napoli.

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