Napoli, Lo Monaco attacca Lukaku: «Predica bene e razzola male»
Il caso Lukaku continua a far discutere e ad alimentare il dibattito nel mondo del calcio. Intervenuto a Febbre a 90 su Vikonos Web Radio/TV, Pietro Lo Monaco ha analizzato la vicenda con parole dure, mettendo in evidenza aspetti regolamentari e comportamentali.
«Su Lukaku un po’ di chiarezza bisogna farla: appurata l’esistenza di un danno fisico, il calciatore da contratto collettivo ha la possibilità, dandone nota scritta, di curarsi dove vuole lui», ha spiegato Lo Monaco, sottolineando come il diritto del giocatore sia previsto dalle norme. Tuttavia, il dirigente ha puntato il dito sulla gestione della situazione: «Se ha fatto tutti i passaggi giusti è ammissibile, poi la forma è sbagliata: se fai capire che a Napoli qualcosa non è andato per il verso giusto, manchi di rispetto al club».
Il giudizio si fa ancora più netto sul piano etico: «Lukaku predica bene e razzola male. Il Napoli non meritava questo comportamento, la società ha fatto tutto il possibile per recuperarlo al meglio». Una presa di posizione forte, che evidenzia il contrasto tra i diritti del calciatore e la correttezza nei confronti della società.
Lo Monaco ha poi allargato l’analisi alla corsa scudetto: «Siamo arrivati al momento cruciale: il Napoli ha il vento in poppa, è in un momento positivo nonostante le tantissime vicende negative». L’ex dirigente ha evidenziato anche il momento dell’Inter: «Non sta andando benissimo ma ha un margine di vantaggio di relativa tranquillità».
Interessante anche lo scenario legato alla Roma: «Se dovesse battere l’Inter poi mi verrebbe da ridere… il Napoli può vincere con il Milan». Parole che aprono a sviluppi imprevedibili nella lotta al vertice: «Questa è la bellezza del calcio, risultati impronosticabili solo tre settimane fa, ora rientrano tranquillamente nel novero delle possibilità».
Spazio anche alla Nazionale italiana, con un’analisi critica: «Purtroppo è lo specchio del nostro calcio». Lo Monaco non usa mezzi termini e avverte: «Bisognerà mettersi scudo, elmetto e scimitarra per battere la Bosnia: se l’Italia è disposta a farlo, accederà ai Mondiali. Altrimenti, sarebbe una catastrofe sportiva».
Infine, una riflessione più ampia sul sistema calcio: «Il nostro è un calcio da rifondare, è tutto allo scatafascio. I calciatori sono espressione esatta del sistema». E sulle responsabilità: «Il presidente federale incide fino a un certo punto, ma è il Consiglio Federale che emana le leggi. Il calcio negli ultimi anni è in mano alle lobby».
