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Il Metropolitan di NY ospiterà i tesori del museo di Capodimonte

Il Metropolitan di NY ospiterà i tesori del museo di Capodimonte. Nel 2018 il grande museo di New York dedicherà una serata al  museo napoletano.

 

Lo strepitoso successo della  la Donna col liuto, in mostra in questi giorni a Capodimonte, ha consolidato l’asse culturale New york-Napoli.

Il quadro sta attirando migliaia di visitatori, il museo napoletano risponde con grande efficienza, creata un APP  che consente, inquadrando il quadro di mostrare contenuti interattivi, informazioni e foto.

Ma chi era la donna con il liuto?  Forse,suggeriscono gli studiosi, c era  la moglie di Vermeer . Il pittore creò questo silenzio come mito.

La fama di Vermeer è relativamente recente: al suo tempo era molto famoso, ma poi fu dimenticato per 200 anni.

Fu lo studioso francese Théophile Thoré-Bürger nel 1866 a segnalarlo nuovamente. «Questo ci insegna che la fama non è eterna — dice il direttore della mostra  — e c’è un rapporto molto fitto tra Vermeer e Caravaggio. Sono due maestri della luce, due artisti che non hanno lasciato disegni, perché non disegnavano l’opera prima. E questo ha dato vita a una discussione sull’uso da parte dei due artisti della “camera oscura”, uno strumento che aveva lo stesso meccanismo della macchina fotografica.

Vermeer la usò probabilmente per riprodurre i suoi soggetti, ma il concetto di realismo non ha nulla a che fare con la realtà, I suoi ambienti sono una convenzione, una finzione e una costruzione».

L’esposizione del quadro ha portato all’allestimento per il 2018 di una  serata per il Museo di Capodimonte al Metropolitan Museum di New York. Questo è solo l’avvio del percorso che porterà al nuovo allestimento delle sale del museo, con l’uso del “rosso cremisi scuro” per ridare agli ambienti della Reggia di Capodimonte quel lusso che hanno conosciuto durante la dinastia dei Borbone.

La mostra si inserisce nella tradizione delle relazioni internazionali tra il Museo di Capodimonte e istituzioni europee e americane.

«Portare a Napoli questo capolavoro — racconta Adam Eacker, responsabile della sezione fiamminga del Metropolitan — è importante non solo per lo scambio di opere, ma per le idee e per la sapienza dei curatori italiani ai quali noi guardiamo. Non vedo l’ora di accogliere a New York i due disegni di Michelangelo e la tavola di Marcello Venusti che riproduce la Cappella Sistina».

Per la gran mostra di Michelangelo che si sta preparando a New York per il 2018, Napoli invia dunque tre pezzi,

«ma a due condizioni: lo scambio di opere e una serata dedicata a Capodimonte che terremo al Metropolitan per sostenere l’Associazione degli amici americani del museo».

Relazione e progetti che provano a far uscire la pinacoteca dall’isolamento anche fisico, e accontenta la voglia  di cultura Napoletana  nel mondo.

E’ giusto ricordare che un altro grandissimo museo come L’Ermitage , nel 2017 presenterà una mostra sui tesori di Pompei.

Fonte: Virgolettati a cura di Antonio Ferrara la repubblica

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