McTominay: «In campo divento un altro. Napoli? Potrei restare a lungo»
Un leader silenzioso, cresciuto con la mentalità di un veterano. Scott McTominay si racconta in una lunga intervista concessa a Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport, tra passato, presente e futuro in azzurro.
Quando Zazzaroni chiese a Mourinho cosa avesse di speciale lo scozzese, la risposta fu netta: «Era un uomo già a diciassette anni». E quell’identikit, come emerge nell’intervista di Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport, è rimasto intatto.
«Prendo il mio lavoro estremamente sul serio – spiega McTominay –. Siamo pagati per allenarci e giocare. Se in quelle due ore non sei serio, non stai facendo bene. In campo io divento un altro».
Napoli nel sangue
L’impatto con la città è stato immediato. «Ammiro i tifosi e i napoletani. La loro attitudine è simile a quella di casa mia. Amo questo luogo: il clima, la gente accogliente, il cibo incredibile, la cultura. E la vista dal centro è bellissima».
Parole che, come sottolinea Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport, certificano un legame autentico con l’ambiente. «Io sono estremamente felice qui. Per quanto mi riguarda sono un giocatore del Napoli, è tutto quello a cui penso. Potrei vedermi qui per molto tempo».
Sul rinnovo, nessun caso: «Il mio agente parla solo con me e con il club. Non ha detto nulla ai giornali».
Critiche, simulazioni e mentalità
McTominay non si nasconde. In passato è stato criticato per un gioco troppo difensivo: «Le critiche fanno parte del calcio. Non mi tengono sveglio la notte. Le parole che contano sono quelle dell’allenatore».
Tema caldo, le simulazioni: «Il calcio sta diventando troppo soft. Ora il minimo tocco può portare a un giallo. Quando ero ragazzino ci insegnavano a contrastare con forza».
Anche sulla scelta della Nazionale è chiaro: «Ho scelto la Scozia per amore della mia famiglia. Non ho mai tradito quella decisione».
Conte, la crescita e lo scudetto
L’esperienza italiana lo ha cambiato: «Tatticamente è tutto diverso rispetto alla Premier. Ho dovuto adattarmi velocemente, imparare movimenti, tempi, come diventare un problema in area. Mi piace imparare il calcio in modo tattico».
Su Conte parole forti, come evidenzia ancora Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport: «Antonio è diverso da chiunque abbia avuto. Con lui devi dare il massimo o hai un problema. Ci alleniamo molto, lavoriamo duramente. Il lavoro fatto a porte chiuse emerge in partita».
E la difesa del tecnico e della stagione è netta: «Difenderò sempre la squadra. Con tanti infortuni è difficile trovare equilibrio. Non è una scusa, è una spiegazione seria».
Lo scudetto? «Non dobbiamo parlare troppo. Una partita alla volta e vedremo».
L’infortunio e il futuro
Fisicamente non è al top: «Ho un problema al tendine che va gestito. Voglio disperatamente giocare, ma deve essere sicuro del mio stato».
Sul passato, il ricordo dell’esordio in Champions con Mourinho: «Entrai al posto di Pogba. Un giorno speciale».
Infine gli amici e il gruppo: «Sono vicino a Gilmour, Hojlund, Beukema, De Bruyne. Rasmus è cresciuto molto, ha un grande futuro».
Un’intervista che restituisce il profilo di un professionista totale, come rimarca Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport: serio, consapevole, innamorato di Napoli. E pronto a caricarsi ancora la squadra sulle spalle.
